Cascina Basmetto

Cosa trovi in cascina

Negli spazi della cascina si svolgono eventi ricreativi e attività didattico-educative, anche per persone diversamente abili.

Il complesso è visitabile liberamente il sabato dalle 11:00 alle 12:30 e dalle 14:30 alle 18:00.

Nell’ambiente circostante è possibile incontrare molte specie di animali tipici delle zone umide: anfibi, aironi cenerini, gallinelle d’acqua, anatre, garzette. 

Situata all'interno del Parco Agricolo Sud di Milano, in una stretta fascia di territorio compresa tra il Naviglio Pavese e il Lambro Meridionale, Cascina Basmetto è circondata da campi ma ha come sfondo i quartieri densamente edificati di Missaglia e Gratosoglio.

Il paesaggio circostante muta a seconda della stagione e delle fasi di coltivazione del riso. Dopo la semina, quando vengono sommerse d’acqua, le risaie diventano uno specchio, mentre in estate sprigionano un verde brillante che si fa sempre più intenso man mano che il riso cresce.

La struttura ha l’aspetto tipico delle cascine della Bassa milanese, a corte quadrata chiusa. È caratterizzata da un portico con quattro colonne di pietra ricoperto da un pittoresco glicine. Attorno all’aia, cuore della cascina, si trovano le abitazioni, un’imponente stalla e una serie di ampi fienili. L’edificio principale, la casa padronale, è la parte più alta dell’intero complesso, accorgimento che permette il controllo di tutte le attività che vi si svolgono.

Nel ‘700 Cascina Basmetto risultava di proprietà del cardinal Cusani. L’esproprio e l’acquisizione da parte del Comune di Milano risalgono al 1942.

Dal 1958 è gestita dalla famiglia Papetti, che mantiene una tradizione rurale tramandata di padre in figlio. La fonte di reddito oggi prevalentemente è la coltivazione di riso e mais ma esiste anche un piccolo allevamento di cavalli.

Le prime notizie documentate su Cascina Basmetto risalgono al 1400. A quell’epoca apparteneva al monastero di San Barnaba in Gratosoglio. San Barnaba, chiamato apostolo anche se non compreso nel gruppo dei Dodici, è considerato il primo vescovo della città di Milano. La leggenda racconta del suo arrivo in città e di come, per l’ospitalità e la convivialità ricevuta, prima di andarsene avrebbe detto “Ti saluto, o grata soglia”. Da qui deriverebbe il toponimo Gratosoglio.

Barnaba viene venerato come santo dalla Chiesa Cattolica e da quella Ortodossa. Il monastero in suo onore fu eretto nell’XI secolo dai monaci Vallombrosiani dell’ordine di San Giovanni Gualberto e venne soppresso nel 1784. A ricordare questi monaci rimane la località Valleambrosia, alle porte di Milano, nel Comune di Rozzano, lungo il Naviglio Pavese.

Cascina Basmetto
via Chiesa Rossa, 265 - Municipio 5
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