Bollate, Intercultura 2.0 la città plurale

Roma (Città nuova - Mario Agostino), 14 maggio 2019

#OltreLaBarriera: un progetto di Rerum e di Migrantes

Un progetto educativo, sportivo e di inclusione sociale promosso dalla Rete europea risorse umane all'interno della Casa di reclusione di Bollate, andare oltre la barriera degli steccati costituiti da pregiudizi, stereotipi, paure, indifferenze e, se necessario, laddove la speranza di una vita migliore talvolta si riduce al lumicino, latita e necessita di qualche mano amorevole per essere ravvivata.
È la missione di "Oltre la Barriera. Una partita da vincere!", progetto educativo, sportivo e di inclusione sociale che anche quest'anno vedrà una tappa fondamentale del suo percorso all'interno del carcere di Bollate il pomeriggio del prossimo 31 maggio 2019 - alle 17 in collaborazione con l'Area educativa carceraria.

Pianificato all'interno del piano artistico ed educativo chiamato "Intercultura 2.0 La città plurale. Verso un nuovo umanesimo", sostenuto dalla fondazione Migrantes, organismo pastorale della Conferenza episcopale italiana, il progetto affonda le sue basi in una "Carta dei valori" per la quale lo sport vuole essere aggregatore di fattori di costruzione di fraternità.
Giunta alla sua quinta edizione annuale, la terza all'interno del carcere di Bollate, l'iniziativa visse le prime due edizioni nel campo sportivo comunale di Figline Valdarno (Comune dove Rerum ha la sede legale). A sfidarsi dietro a un pallone per un triangolare cui non mancheranno agonismo e sana competizione, oltre agli ospiti del carcere, ex calciatori professionisti chiamati per l'occasione dall'immancabile Damiano Tommasi, presidente dell'Associazione italiana calciatori, ma anche calciatrici, novità di quest'edizione, per andare davvero #OltreLaBarriera di frettolosi pregiudizi.

Concorrerà alla bellezza dell'edizione lo storico "Gruppo degli sbandieratori dei borghi e dei sestieri fiorentini", effettuando poi un tour che raggiunga vari reparti dell'Istituto. Insieme a loro, docenti, giornalisti e operatori dell'associazione Quartotempo di Campi Bisenzio (Firenze), particolarmente nota per la sua attenzione allo sport per i disabili e i para-olimpici, ma anche alcuni giovani dell'associazione Educatori senza frontiere.
Ad animare l'edizione, la ferma volontà di incontrare ancora chi ha sbagliato, offrendo un'altra giornata all'insegna del dono e della gratuità, affinché possano generarsi motivi per andare oltre le divisioni, le rassegnazioni e le barriere culturali.

"Voi calciatori avete una grande responsabilità - aveva affermato in proposito Papa Francesco incontrando nel 2014 i giocatori di Napoli e Fiorentina: siete al centro dell'attenzione e tanti vostri ammiratori sono giovani e giovanissimi, tenete conto di questo, pensate che il vostro modo di comportarvi ha una risonanza, nel bene e in male".
"Tutti noi, nella vita, abbiamo bisogno di educatori - aveva affermato Papa Bergoglio incontrando gli allenatori: persone mature, sagge ed equilibrate che ci aiutano a crescere nella famiglia, nello studio, nel lavoro e nella fede, educatori che ci incoraggiano a muovere i primi passi in una nuova attività senza aver paura degli ostacoli e delle sfide da affrontare, che ci spronano a superare momenti di difficoltà, che ci esortano ad avere fiducia in noi stessi e nei nostri compagni, che ci sono accanto sia nei momenti di delusione e smarrimento sia in quelli di gioia e di successo".

Una sfida raccolta negli anni da Rerum nelle sue molteplici iniziative, sempre all'insegna della costruzione di reti di fraternità attraverso l'incontro tra realtà complementari dello sport, della cultura, dello spettacolo e della spiritualità. Andare anche stavolta #OltreLaBarriera delle sbarre, se da una parte costituirà certamente un'altra occasione di costruzione di consapevolezza rispetto al dono della libertà per i visitatori, rappresenterà una boccata d'aria di svago e aggregazione diversa per i detenuti, lasciando intravedere meglio loro quel legame con il dinamismo esterno al carcere che non deve mani mancare a nessun essere umano.