null Frottage. Un dispositivo socievole

Frottage. Un dispositivo socievole

dal 15 set 2021 al 31 ott 2021
Terzo piano

La mostra “Frottage. Un dispositivo socievole” realizzata da Premiata Ditta al terzo piano di Casa Museo Boschi Di Stefano, esprime figurativamente il senso del luogo.

La mostra “Frottage. Un dispositivo socievole” realizzata da Premiata Ditta al terzo piano di Casa Museo Boschi Di Stefano, esprime figurativamente il senso del luogo.

Lo spazio che la ospita infatti è stato attivato negli ultimi tre anni dal Municipio 3 in collaborazione con il museo di cui è estensione come centro culturale, rinnovando così nell’ uso la funzione originaria di due appartamenti di famiglia, uno dei quali è stato la prima casa dei due collezionisti Antonio Boschi e Marieda Di Stefano, oggi di proprietà del Comune di Milano.
Dietro le due porte, riaperte sul pianerottolo del palazzo disegnato da Portaluppi, fanno bella mostra di sé, appese alle pareti, una serie di porte disegnate che, come quelle in questione, raccontano innanzi tutto relazioni di comunità.
Le sedici opere inedite frutto di un lavoro svolto da aprile a giugno 2021 dal duo artistico Premiata Ditta (Anna Stuart Tovini e Vincenzo Chiarandà) sono frutto di un percorso condiviso con gli abitanti dei quartieri della Zona 3 di Milano così quanto lo spazio del terzo piano è protagonista di un racconto di impegno che ha visto cittadini, politici, storici dell’arte, attori e musicisti lavorare insieme alla realizzazione di un progetto comune, quello di animare il museo con produzioni culturali che ne hanno ampliato funzioni e possibilità, dando luogo a processi creativi e partecipativi. Stuart Tovini e Chiarandà si avvalgono del frottage quale scelta poetica. La grafite registra nella qualità della materia l’azione del tempo che ha modificato le superfici delle porte secondo gli usi, le consunzioni, i rifacimenti; i disegni esposti sono l’esito di un processo di delocalizzazione della realtà, che l’opera ritrae e trasporta arrotolata in altri luoghi, oggi nel Museo che sale, conservandone essenza e memoria.

La mostra porta dentro la casa iconica dei Boschi Di Stefano le tante altre case che ad essa fanno riferimento riconoscendosi senza soluzione di continuità come luogo della comunità.
Con questo obiettivo la mostra si fa strada nelle ricerche, nelle emozioni, nei ricordi, nelle suggestioni di chi rivisita la città circostante incontrandola dentro una casa, dentro lo spazio del museo.

Questi portoni sono ritratti. Nella formula delicata e poetica del frottage la grafite incespicando sul foglio teso, scorrendo sopra la carta, registra le discontinuità della realtà; rivela il lavoro del tempo che passa sulla superficie delle cose. Il museo lo mostra al presente, richiamando attenzione al fuori, a quello che queste opere rappresentano, alle porte che sono metafora delle relazioni e delle scelte che compendiano, tra lo spazio pubblico e quello privato, l’esito finale della dimensione urbana di questa città.


L’arte è un dispositivo socievole e il museo è il luogo della sua espressione.

(Maria Fratelli, Direttrice Unità Case Museo e Progetti Speciali)

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