Edifici degradati e abbandonati

Milano 2030 si costruisce attraverso una nuova forma di piano, un piano rigenerativo, che fa fronte ad aspetti di degrado urbano e sociale, valorizzando il capitale fisico-sociale esistente.

La mappatura degli immobili inutilizzati e in stato di degrado presenti nel Comune di Milano, avviata nel 2014, ha rappresentato una prima fase conoscitiva di un lavoro più ampio di analisi del territorio cittadino, con la finalità di rigenerare e ricucire il tessuto urbano della città esistente. Nella prima fase sono stati presi in esame i casi di inutilizzo e degrado di interi immobili e aree, spesso in essere da anni e di impatto sul quartiere e sui cittadini che vi abitano.

Il nuovo piano per la Milano 2030, adottato in data 5 marzo 2019, definisce articolati dispositivi rigenerativi.

In questo nuovo scenario normativo la mappatura degli immobili è strettamente legata ai contenuti dell’art. 11 delle Norme di Attuazione del Piano delle Regole. L'articolo sancisce che il recupero di edifici degradati, che comportano pericolo per la salute e la sicurezza urbana, situazioni di degrado ambientale e sociale, costituisce attività di pubblica utilità e interesse generale.

La tavola R.10 Carta del consumo di suolo individua gli edifici abbandonati e degradati di proprietà privata, che determinano pericolo per la sicurezza o per la salubrità e l’incolumità pubblica o disagio per il decoro e la qualità urbana.

La mappa e le schede informative relative ai singoli immobili sono consultabili sul Geoportale  "Mappa Aree ed edifici degradati e abbandonati".

Per maggiori informazioni sul Piano di Governo del Territorio adottato invitiamo a consultare l’intera documentazione pubblicata a questo link ► Milano 2030 - PGT ADOTTATO.

1. Il recupero di edifici degradati, che comportano pericolo per la salute e la sicurezza urbana, situazioni di degrado ambientale e sociale, costituisce attività di pubblica utilità ed interesse generale, perseguibile secondo le modalità di cui al presente articolo.

2. Le disposizioni del presente articolo si applicano a tutte le aree e gli edifici, indipendentemente dalla destinazione funzionale, individuati nella Tav. R.10, periodicamente aggiornata, per questo aspetto, con Determina Dirigenziale. Si considerano abbandonati gli edifici dismessi da 24 mesi, che determinano pericolo per la sicurezza o per la salubrità o l’incolumità pubblica o disagio per il decoro e la qualità urbana.
L’individuazione degli immobili di cui al presente comma sarà comunicata periodicamente alla Prefettura e alla Questura.

3. Alla proprietà degli edifici abbandonati e degradati, così come individuati dalla Tav. R.10, fatti salvi eventuali procedimenti in corso ad esito favorevole, è data facoltà di presentare proposta di piano attuativo o idoneo titolo abilitativo finalizzato al recupero dell’immobile; i lavori dovranno essere avviati entro 18 mesi dalla loro prima individuazione.
In alternativa è fatto obbligo di procedere con la demolizione del manufatto:

a. in caso di demolizione dell’edificio esistente su iniziativa della proprietà è riconosciuta integralmente la SL esistente. I diritti edificatori saranno annotati nel registro dei diritti edificatori, con possibilità di utilizzo in loco o in altre pertinenze dirette per mezzo di perequazione, secondo la normativa vigente; gli interventi di bonifica dei suddetti edifici, ricadenti in Ambito di Rinnovamento Urbano, riconosciuti come attività di interesse pubblico, sono da considerarsi come opere a scomputo secondo modalità e condizioni definite dagli uffici competenti dell'Amministrazione.
b. in caso di mancata demolizione da parte della proprietà, entro i termini sopraindicati, è riconosciuta la SL esistente fino all'Indice di edificabilità Territoriale (IT) unico pari a 0,35 mq/mq. L’Amministrazione si riserva il potere sostitutivo finalizzato alla demolizione dell’edificio. Le relative spese sostenute da parte dell’Amministrazione dovranno essere rimborsate dalla proprietà o dai titolari di diritti su tali beni. Se non rimborsate, tali spese saranno riscosse coattivamente secondo normativa vigente. Di quanto sopra verrà inviata comunicazione alla proprietà, alla Prefettura e alla Questura.

4. Dall’applicazione della presente norma sono:

a. fatti salvi gli edifici oggetto di vincolo diretto ai sensi del D.Lgs 42/2004;
b. esclusi gli edifici a tessuto rurale così come identificati sulla Tav. R.03 e disciplinati all'art. 21 comma 5;
c. escluse le aree e gli edifici disciplinati come ambiti interessati da provvedimenti approvati e adottati fino alla scadenza per loro prevista dalla legislazione vigente o dallo strumento stesso.

5. Le disposizioni di cui al presente articolo sono sospese su immobili che non risultino nella piena disponibilità della proprietà conseguentemente a pignoramenti e/o sequestri giudiziari, fallimenti, concordati preventivi.

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