Edifici degradati e abbandonati

Milano 2030 si costruisce attraverso una nuova forma di piano, un piano rigenerativo, che fa fronte ad aspetti di degrado urbano e sociale, valorizzando il capitale fisico-sociale esistente.

La mappatura degli immobili inutilizzati e in stato di degrado presenti nel Comune di Milano, avviata nel 2014, ha rappresentato una prima fase conoscitiva di un lavoro più ampio di analisi del territorio cittadino, con la finalità di rigenerare e ricucire il tessuto urbano della città esistente. Nella prima fase sono stati presi in esame i casi di inutilizzo e degrado di interi immobili e aree, spesso in essere da anni e di impatto sul quartiere e sui cittadini che vi abitano.

Il nuovo piano per la Milano 2030, approvato dal Consiglio comunale il 14/10/2019 e divenuto efficace con la pubblicazione sul BURL Serie Avvisi e Concorsi in data 05/02/2020, definisce articolati dispositivi rigenerativi.

In questo nuovo scenario normativo la mappatura degli immobili è strettamente legata ai contenuti dell’art. 11 delle Norme di Attuazione del Piano delle Regole. L'articolo sancisce che il recupero di edifici degradati, che comportano pericolo per la salute e la sicurezza urbana, situazioni di degrado ambientale e sociale, costituisce attività di pubblica utilità e interesse generale.

La tavola R.10 Carta del consumo di suolo individua gli edifici abbandonati e degradati di proprietà privata, che determinano pericolo per la sicurezza o per la salubrità e l’incolumità pubblica o disagio per il decoro e la qualità urbana.

Alla proprietà è data facoltà di avviare, entro 18 mesi dall’individuazione del loro immobile, ovvero dall’entrata in vigore del PGT avvenuta in data 05/02/2020, i lavori finalizzati al recupero del proprio immobile o alla sua demolizione, così da salvaguardare le superfici esistenti regolarmente approvate (SL esistente). Decorso il termine, in assenza di inizio lavori da parte della proprietà, all’area viene riconosciuto il solo indice di edificabilità territoriale unico pari a 0,35 mq/mq.

A seguito del recepimento delle disposizioni contenute nei decreti-legge sull'emergenza epidemiologica da Covid-19, la sospensione dei termini inerenti i procedimenti amministrativi prevista per il periodo compreso tra il 23 febbraio e il 15 maggio 2020 si applica anche a quanto disposto al comma 3 dell'art. 11 per il conteggio dei 18 mesi entro i quali è necessario avviare i lavori finalizzati al recupero dell'immobile.

Nel caso in cui la proprietà ritenesse non corretta l’individuazione del proprio immobile è possibile inviare istanza di modifica debitamente documentata all’indirizzo PEC pianificazioneurbanistica@postacert.comune.milano.it 

Altre eventuali segnalazioni e chiarimenti possono essere inviati alla casella mail URB.ProgTerrTematiche@comune.milano.it

La mappa è consultabile su Geoportale "Mappa Aree ed edifici degradati e abbandonati".

Per maggiori informazioni sul Piano di Governo del Territorio adottato invitiamo a consultare l’intera documentazione pubblicata a questo link ► PGT approvato e vigente - Milano 2030

1.  Il recupero di edifici abbandonati e degradati, che comportano pericolo per la salute e la sicurezza urbana, situazioni di degrado ambientale e sociale, costituisce attività di pubblica utilità ed interesse generale, perseguibile secondo le modalità di cui al presente articolo.
2.  Le disposizioni del presente articolo si applicano a tutte le aree e gli edifici, indipendentemente dalla destinazione funzionale, individuati nella Tav. R.10, aggiornata con Determina Dirigenziale, con periodicità annuale, previa comunicazione di avvio del procedimento nei confronti degli interessati.
Si considerano abbandonati gli edifici dismessi da più di 1 anno, che determinano pericolo per la sicurezza o per la salubrità o l’incolumità pubblica o disagio per il decoro e la qualità urbana o in presenza di amianto o di altri pericoli chimici per la salute.
L’individuazione degli immobili di cui al presente comma sarà comunicata periodicamente alla Prefettura e alla Questura.
3.  Alla proprietà degli edifici abbandonati e degradati così come individuati dalla Tav. R.10, fatti salvi eventuali procedimenti in corso ad esito favorevole, è data facoltà di presentare proposta di piano attuativo o idoneo titolo abilitativo finalizzato al recupero dell’immobile; i lavori dovranno essere avviati entro 18 mesi dalla loro prima individuazione.
In alternativa è fatto obbligo di procedere con la demolizione del manufatto:
a.  in caso di demolizione dell’edificio esistente su iniziativa della proprietà è riconosciuta integralmente la SL esistente. I diritti edificatori saranno annotati nel Registro delle Cessioni dei Diritti Edificatori, con possibilità di utilizzo in loco o in altre pertinenze dirette per mezzo di perequazione, secondo la normativa vigente; 
b.  in caso di mancata demolizione dell’edificio esistente da parte della proprietà, fatto salvo l’esercizio dei poteri sostitutivi da parte del comune finalizzati alla demolizione, è riconosciuto l’Indice di edificabilità Territoriale unico pari a 0,35 mq/mq.
Le relative spese sostenute da parte dell’Amministrazione dovranno essere rimborsate dalla proprietà o dai titolari di diritti su tali beni. Se non rimborsate tali spese saranno riscosse coattivamente secondo normativa vigente.
Di quanto sopra verrà inviata comunicazione alla proprietà, alla prefettura e alla questura. 
In caso di mancata demolizione sono ammessi esclusivamente interventi di conservazione degli edifici esistenti fino al risanamento conservativo senza modifica della destinazione d’uso. 
4.  Dall’applicazione della presente norma sono:
a.  fatti salvi gli edifici oggetto di vincolo diretto ai sensi del D.Lgs 42/2004;
b.  esclusi gli edifici a tessuto rurale così come identificati sulla tav.R.03 e disciplinati all’art. 21 comma 5;
c.  escluse le aree e gli edifici disciplinati come ambiti interessati da provvedimenti approvati e adottati fino alla scadenza per loro prevista dalla legislazione vigente o dallo strumento stesso.
5.  Le disposizioni di cui al presente articolo sono sospese su immobili che non risultino nella piena disponibilità della proprietà conseguentemente a pignoramenti e/o sequestri giudiziari, fallimenti, concordati preventivi.
 

Art. 40 bis - Disposizioni relative al patrimonio edilizio dismesso con criticità - LR 12/2005

A seguito delle modifiche apportate alla LR n. 12/2005 dalla LR n. 18/2019, l’Area Pianificazione Urbanistica Generale provvederà entro il 31 dicembre, termine prorogato dalla LR n.18/2020, a individuare “gli immobili di qualsiasi destinazione d'uso, dismessi da oltre cinque anni, che causano criticità per uno o più dei seguenti aspetti: salute, sicurezza idraulica, problemi strutturali che ne pregiudicano la sicurezza, inquinamento, degrado ambientale e urbanistico-edilizio” così come disposto al comma 1 dell’art. 40 bis.

Le segnalazioni, motivate e documentate, potranno essere inoltrate entro giovedì 15 ottobre 2020, esclusivamente all'indirizzo PEC pianificazioneurbanistica@postacert.comune.milano.it .

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