Opera, diventare cuochi dietro le sbarre

Milano, Giornale, 25 settembre 2020

La Regione ringrazia gli agenti penitenziari lombardi, tra cui uno di Bollate

Il progetto "Cucinare al fresco" ha avviato laboratori per i detenuti di quattro carceri: dal "Mandato di cottura" di Como, al "Diario dei sapori" di Bollate, per approdare a Varese con "Assapori(amo) la libertà", fino alle "Mani in pasta" di Opera.
Sono i quattro laboratori che condividono un unico e solo progetto: "Cucinare al fresco", ovvero una raccolta di ricette realizzate rigorosamente dietro alle sbarre. Autori dell'iniziativa quattro gruppi di reclusi che si sono messi in gioco per realizzare una pubblicazione dedicata al food. Una sperimentazione avviata tre anni fa all'interno del carcere del Bassone di Como, entrata poi nelle carceri di Bollate, Varese e Opera e che quest'anno ha coinvolto tutti gli Istituti penitenziari italiani. Infatti, è stato firmato all'inizio dell'anno tra il Provveditorato regionale della Lombardia, il direttore del carcere di Como e l'ideatrice del progetto, Arianna Augustoni un Protocollo per sviluppare l'iniziativa nel maggior numero di istituti del nostro Paese.
La redazione del magazine è rimasta a Como, ma attraverso il passaparola, da tutte le carceri italiane è ora possibile inviare alla redazione comasca il proprio contributo e, nonostante l'emergenza 'Covid-19', che in questi mesi ha coinvolto anche le carceri condizionandone fortemente l'attività, il progetto è andato avanti, tanto che a fine mese uscirà un nuovo numero della rivista e un altro è atteso per Natale 2020.
Un traguardo raggiunto con il contributo fondamentale di alcuni agenti penitenziari che hanno sostenuto fortemente l'iniziativa garantendo un supporto indispensabile durante il lockdown: è così che ieri pomeriggio a Palazzo Pirelli i poliziotti Giuseppe Aliberti, Rosario Grimaudo, Pietro Saviano, Domenico Egido, Fedele Annichiarico, Massimiliano Uri e Antino Cepparano del Bassone di Como e Roberto Cabras del carcere milanese di Bollate sono stati personalmente ringraziati per il loro impegno e la loro sensibilità dal presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Alessandro Fermi e dal capogruppo del Partito democratico, Fabio Pizzul componente della Commissione speciale regionale sulla situazione carceraria.
All'incontro sono intervenuti anche il Provveditore regionale dell'Amministrazione penitenziaria, Pietro Buffa e il direttore del carcere del Bassone di Como, Fabrizio Rinaldi.
"Cucinare al fresco - ha sottolineato il presidente Fermi - è un incoraggiamento a non perdere mai le speranze, un invito a guardare oltre, a pensare di poter contribuire con piccoli gesti ad azioni che invogliano sempre e continuamente a fare qualcosa di buono, proprio come quando in cucina mettiamo mano ai fornelli, dando spazio alla creatività e all'immaginazione e confidando che altri possano così apprezzare quanto abbiamo saputo realizzare, ma come per un buon piatto serve trovare il giusto amalgama tra i suoi ingredienti, così per la buona riuscita di ogni iniziativa occorre la massima collaborazione tra tutti i soggetti parte in causa: ecco perché il ruolo e l'aiuto di questi agenti si è rivelato importante per la buona riuscita del progetto".