Iniziativa per i detenuti

Milano (Repubblica - Manuela Messina), 9 luglio 2021

San Vittore, il giardino degli affetti ritrovati

Il paradiso dentro il carcere sono ombra, piante, prato, sgabelli e tavoli per bambini. E' stata inaugurata una nuova area verde dentro il carcere di San Vittore: se l'emergenza sanitaria ha alzato muri sempre più alti tra i detenuti e il mondo esterno, oggi rendere possibili i colloqui negli spazi aperti significa restituire dignità e affettività.
L'ha voluta fortemente il Garante dei diritti dei detenuti del Comune di Milano, Francesco Maisto che nei mesi scorsi ha messo a punto un progetto articolato per consentire gli incontri con le famiglie riducendo al minimo il rischio di contagio.
Un anno e mezzo di chiusura è un arco di tempo importante: per qualcuno ha significato un figlio nato e mai incontrato, altri hanno subito perdite, mancati appuntamenti.
La direzione ha selezionato sei detenuti giardinieri, che hanno lavorato alla messa a dimora e alla potatura delle piante, alla sistemazione di spazi e arredi. Il risultato è da un mese sotto gli occhi di tutti: un'area verde nel settore maschile e l'altra in quello femminile, per gli incontri al riparo di gazebi e ombrelloni.
Il progetto è per il momento destinato agli ospiti con trattamento avanzato, che possono aspirare a misure alternative al carcere; tra questi, i detenuti della 'Nave', il reparto che sotto la guida della dottoressa Graziella Bertelli con la sua équipe dell'Asst santi Paolo e Carlo, si occupa di chi ha problemi di tossico-dipendenza.
"Il 'Covid-19' ha portato una grande sofferenza negli Istituti di pena - ragiona Maisto - e nei mesi più bui della pandemia (nella primavera 2020), oltre allo stop ai colloqui c'è stato anche un black-out informativo; a ciò, solo in seguito, si è provato a porre rimedio con le video-chiamate".
Maisto ricorda che, così come è avvenuto per altri aspetti del vivere collettivo nel mondo fuori dal carcere, la disciplina dei colloqui è stata legata all'andamento della curva epidemica, e da maggio 2021 sono iniziati i primi incontri tra detenuti e familiari divisi dal plexiglass. Alla fine di giugno - prima a San Vittore tra gli Istituti di pena per adulti e poi al Beccarla tra quelli minorili - si è dato il via ai colloqui nelle aree verdi.
"La grande rivoluzione c'è stata quando abbiamo iniziato a pensare in modo alternativo: se quasi tutto si può fare all'aperto, allora perché non creare questa possibilità anche in carcere? La battaglia portata avanti dal mio ufficio è stata un piccolo e primo passo verso il riconoscimento dell'affettività per i detenuti», prosegue il Garante.
"Quel giardinetto che per molti può sembrare insignificante, per me vuol dire tutto: gioia, speranza, felicità e allo stesso tempo malinconia; sono stato costretto a guardare mio figlio mentre con le lacrime agli occhi se ne andava e con lui se ne andava anche la mia anima", ha raccontato Nicolas, in una lettera scritta a mano, dopo che il 10 luglio 2021  ha incontrato in quell'area il suo bambino dopo 18 mesi.
Giuseppe, invece, descrive così l'incontro avuto con la compagna e con il figlio di 13 anni, a dieci mesi dal suo arresto: "E' stata un'esplosione di emozioni tra pianti e sorrisi, con un po' di imbarazzo agli occhi della Polizia penitenziaria che era lì a due passi da noi, ma dopo tutto è stato piacevole".
Carmelo, infine, racconta così il suo incontro: "Eravamo cinque famiglie, mia figlia mi è corsa subito incontro chiamandomi 'Papii', mi è saltata addosso dandomi tantissimi baci e abbracciandomi, ho visto quanto era cresciuta sia in peso che in altezza, poi sono andato incontro a mia moglie, che mi ha accolto con un abbraccio degno di un amore vero, posso dire che in quell'ora non mi sembrava di essere in carcere".

Aggiornato il: 09/08/2021