Dichiarazioni del Garante nazionale Mauro Palma

Roma, Ansa, 24 marzo 2020

Basso contagio tra i detenuti e liberare i rimpatriabili dei Cpr

In calo il numero dei reclusi: sono 58.624 e in quarantena ce ne sono 260.
Il numero delle persone detenute contagiate "si mantiene sempre molto basso, tuttavia, continuano a susseguirsi voci non verificate circa nuovi casi di positività, che confondono l'isolamento precauzionale con il contagio vero e proprio".
Lo nota il Garante nazionale delle persone private della libertà personale, Mauro Palma che nel suo bollettino quotidiano sull'emergenza 'Coronavirus' segnala che, a oggi, le persone detenute presenti nelle camere di pernottamento sono 58.624 e dunque scese rispetto a ieri di 234 unità; 
sono 86 invece gli istituti che hanno allestito 123 reparti di isolamento sanitario precauzionale, per i casi di esigenze particolari all'ingresso o di necessaria separazione rispetto a chi presenti sintomi febbrili: vi sono attualmente alloggiate 260 persone in attesa dello svolgersi delle necessarie giornate di quarantena.
Inoltre, il Garante nazionale ha segnalato all'Amministrazione penitenziaria alcune situazioni critiche nelle carceri: "In particolare, è dovuto intervenire l'Ordine degli avvocati di Milano per cercare di risolvere una situazione assolutamente non accettabile di impedimento di tali contatti nel carcere di Opera"; continua l'interlocuzione con le procure che stanno svolgendo indagini sugli eventi conseguenti ai disordini delle scorse settimane e in particolare sui decessi di 13 persone detenute. 
Infine, il Garante nazionale esorta a liberare chi non è rimpatriabile detenuto nei Cpr con una istanza al ministro dell'Interno, per i 381 ospiti ed evitare, così, il rischio contagio nei Centri di permanenza per il rimpatrio. Mauro lama ha sollevato con il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese la questione della "sensatezza della privazione della libertà in funzione del rimpatrio di persone che al momento non possono essere rimpatriate, data la chiusura dei confini e l'inesistenza di collegamenti aerei o navali con la grande maggioranza degli Stati", ma è ancora "in attesa della relativa risposta. Lo sottolinea nel suo bollettino quotidiano sull'emergenza 'Coronavirus':  "Basta una semplice consultazione sul sito 'viaggiaresicuri.it' del ministero degli Esteri per avere un'idea, seppure approssimativa, di quanti rimpatri si siano resi impossibili, che cita la presa di posizione di John Sandweg (ex direttore di un Centro statunitense di detenzione amministrativa per migranti): 'Liberate i migranti dai Centri di detenzione o il Covid si diffonderà come un incendio'".
Nel nostro Paese, chiarisce il Garante, "non siamo ancora in questa situazione, tuttavia, si pone il problema per coloro che presumibilmente dovranno essere rilasciati prima della fine di questa temperie epidemica e per i quali il periodo, da ora ad allora, rischia di essere una sottrazione di tempo e di libertà, oltre che una esposizione accentuata al pericolo di contagio, conseguente a nulla e destinato a nulla".
 

Aggiornato il: 07/04/2020