Corsi in carcere di informatica

Milano (tpi - Lorenzo Zacchetti), 3 gennaio 2021

L'alleanza tra moda e volontariato

La grande moda per il reinserimento dei i detenuti in società, mondi più vicini, oggi, grazie all'impegno di un colosso del lusso come Gucci e di una realtà come 'Sesta opera - san Fedele', un'associazione che si occupa di volontariato penitenziario nelle carceri di San Vittore, Bollate, Opera e, per i minori, nel Beccaria.
La didattica a distanza ha fatto il resto, rendendo possibile per tutto il 2020 - e con una nuova sessione in vista per l'anno appena cominciato - un corso di informatica aperto a chi sta scontando la pena attraverso le cosiddette 'misure alternative': arresti domiciliari, semilibertà o permessi lavorativi.
A tenere il corso sono dei professionisti di Gucci, nella cui politica aziendale rientra anche l'impegno in progetti di volontariato: uno di questi va incontro ai programmi di Sesta opera, si parte dai primi rudimenti informatici, con l'obiettivo di arrivare ad avere dimestichezza con i programmi più diffusi nella vita comune.
Con un unico scopo: "Dare ai detenuti strumenti utili per affrontare l'attuale società - spiega Guido Chiaretta, presidente di Sesta opera - creare, quindi, un ponte tra il dentro e il fuori, aiutando le persone con percorsi personalizzati di reinserimento sociale".
Fare attività formative ed educative con professionisti esterni volontari, rappresenta "una parte di questa strategia, che cerca di dare alle persone che scontano la pena i mezzi necessari a tornare alla vita fuori dal carcere - continua Chiaretta - l'inclusione passa dal saperci responsabili delle fragilità degli altri".
"Altre persone sono in lista d'attesa - termina - per aderire al programma (attualmente ne fruiscono cinque assistiti), ma - fanno sapere dall'associazione di piazza San Fedele - servirebbero "altri computer per allargare la platea".