Botte ai danni di un detenuto di San Vittore

Milano, Ansa, 4 giugno 2020

A processo undici agenti penitenziari della Casa circondariale

Prenderà il via il 15 luglio 2020 - dopo uno stop di cinque mesi- il processo a 11 persone, tra ispettori e agenti di Polizia penitenziaria del carcere milanese di San Vittore, accusati di botte e minacce ai danni di un detenuto tunisino di 50 anni, Ismail Ltaief.
Stando all'indagine del pm di Milano, Leonardo Lesti - tra il 2016 e il 2017 - gli agenti avrebbero voluto punire Ltaief poiché nel 2011 (quando era in cella a Velletri), aveva denunciato dei colleghi degli imputati per presunti furti in mensa e percosse.
I pestaggi sarebbero avvenuti anche per impedirgli di testimoniare nel processo 'bis' davanti al Tribunale della cittadina laziale sulla vicenda delle presunte ruberie.
Le accuse per le undici guardie carcerarie (non più in servizio nel carcere del capoluogo lombardo, ma in altri Istituti penitenziari) sono, a vario titolo: intralcio alla giustizia, lesioni, falso e sequestro di persona.
Reato quest'ultimo contestato solo ad alcuni imputati, in quanto in uno dei due pestaggi - datati 27 marzo e 12 aprile 2017 - (come si legge nel capo di imputazione), il 50enne, privato "della libertà" sarebbe stato ammanettato e trasferito in una stanza in uso a uno degli agenti sotto inchiesta per poi essere picchiato.
Oltre a Ltaief, parte offesa nel procedimento è anche un suo compagno di cella, un sud-americano di 30 anni che - chiamato a rendere testimonianza ai magistrati milanesi - sarebbe stato intimidito da uno degli imputati, e per questo venne arrestato. 
 

Aggiornato il: 05/06/2020