A Bollate detenuti stilisti

Milano (Il Giorno - Roberta Rampini), 14 dicembre 2019

Nel nome di Leonardo da Vinci

Ago, filo, creatività e voglia di riscatto: in mostra a Milano gli abiti realizzati nel laboratorio del carcere di Bollate.
In Ecuador, suo Paese d'origine, collaborava con diversi teatri per la realizzazione dei costumi di scena, detenuto nel carcere di Bollate da alcuni anni, Cristian ha deciso di mettere a disposizione la sua vena artistica coinvolgendo altri detenuti in un laboratorio sartoriale dietro le sbarre.
E ora anche una mostra. Fino al 5 gennaio 2020 a Palazzo Morando, a Milano, nell'ambito della rassegna d'arte "Leonardo prigioniero del volo", si possono ammirare dieci abiti realizzati dai detenuti del carcere di Bollate, accanto agli abiti realizzati dagli allievi dell'istituto Teatro della Moda, vere e proprie sculture di tessuto ispirate al genio di Leonardo da Vinci, pezzi unici, la cui realizzazione sposa la finalità artistica e sociale.
Tutti gli abiti esposti (trenta) saranno, infatti, messi all'asta a sostegno della Casa sollievo bimbi, il primo hospice pediatrico in Lombardia per l'accoglienza di minori gravemente malati e il sostegno alle loro famiglie (la struttura è stata aperta ad aprile 2019 da Vidas, associazione che offre gratuitamente cure e assistenza ai malati inguaribili).
"Abbiamo iniziato a lavorare a questo progetto dalla scorsa primavera, l'idea era quella di avvicinarci a Leonardo, raccontandone, attraverso stoffe e tessuti, l'ardire del sogno del volo", spiega Simona Gallo, funzionario giuridico pedagogico del carcere di Bollate.
I detenuti coinvolti nel progetto sono quelli del settimo reparto, 'sex offenders' ed ex appartenenti alle forze dell'ordine.
Il laboratorio sartoriale ha mosso i primi passi nel maggio 2018, i detenuti spronati da Cristian hanno iniziato producendo manufatti con pasta di sale e biancheria per la casa; poi l'idea di organizzare un mercatino per la vendita dei loro prodotti artigianali e la decisione di devolvere gli incassi all'associazione "Doppia Difesa", fondata da Michelle Hunziker e dall'avvocato Giulia Bongiorno con lo scopo di aiutare le donne maltrattate.
L'anno dopo il ricavato del mercatino viene donato all'associazione "L'altra metà del cielo", ben 8.000 euro che serviranno per costruire nuovi spazi per donne con figli vittime di violenza e abusi. Con il 500esimo anniversario della morte di Leonardo da Vinci, a Cristian è venuta l'idea di realizzare degli abiti ispirati alle opere del grande genio per celebrare la creatività leonardesca in ogni suo aspetto.
La direttrice di Bollate, Cosima Buccoliero ha approvato l'idea, da quel momento in poi Cristian e gli altri detenuti hanno fatto il resto, hanno coinvolto la Manifattura Ratti di Luino che ha donato il tessuto per realizzare gli abiti; oltre ai detenuti, Cristian ha coinvolto anche il direttore del Teatro della Moda, Alessandro D'Ambra, che partecipa alla mostra con gli abiti degli allievi e di altri artisti stranieri.
"Per alcuni detenuti l'approccio con la macchina da cucire è stato facile, per altri meno, ma il laboratorio che resta aperto fino a sera è un momento di socializzazione: si ricama, si taglia e si parla - racconta Cristian - ora il mio sogno è quello di riuscire a creare un know-how della sartoria; per ora è tutto amatoriale e da auto-didatti, ma sarebbe bello se qualcuno con le competenze professionali potesse dare lezioni di sartoria per formare i detenuti impiegati nel laboratorio".
Oltre a creare abiti, tra cui ricami con il tombolo, i 35 detenuti impegnati nel progetto realizzano anche stampe di serigrafia: un lavoro di squadra e la voglia di cambiare, tanto che Cristian ha creato l'associazione "Catena in movimento" per promuovere e sostenere progetti sociali.