Regole contro la pubblicità sessista

Il Comune di Milano si è dotato di regole per valutare e contrastare la diffusione di messaggi pubblicitari discriminatori e lesivi della dignità, soprattutto delle donne. Un'attenzione che avrà efficacia nei messaggi da affiggere negli spazi in carico all’Amministrazione comunale e che sarà seguita anche dagli Enti e dalle Società partecipate con Palazzo Marino.

Con questa decisione viene garantita l’azione del Comune attraverso l’individuazione di 5 tipologie di messaggi ritenuti incompatibili con l’immagine che il Comune di Milano intende promuovere:

  1. Immagini che rappresentino o incitino atti di violenza fisica o morale,
  2. Immagini volgari, indecenti, ripugnanti, tali da ledere la sensibilità dei cittadini e delle cittadine,
  3. Messaggi discriminatori e/o degradanti che, anche attraverso l’uso di stereotipi, tendano a collocare le donne in ruoli sociali di subalternità e disparità,
  4. Messaggi di mercificazione del corpo, attraverso rappresentazioni o riproduzioni della donna quale oggetto di possesso o di sopraffazione sessuale,
  5. Pregiudizi culturali e stereotipi sociali, fondati su discriminazione di genere, appartenenza etnica, orientamento sessuale, abilità fisica e/o psichica, credo religioso.

La delibera di Giunta n. 1288 del 28 giugno 2013 - così come modificata dalla delibera di Giunta n. 1395 dell'11 luglio 2014 - (vedi Allegati) sono un passo avanti che conferma l’attenzione del Comune di Milano verso il tema della pubblicità sessista e, più in generale, di ogni forma di violenza contro le donne; un provvedimento che continua il percorso (dettato dall’Unione europea, con la risoluzione n. 2038/2008) verso l’obiettivo di valorizzare una comunicazione che si impegni a veicolare messaggi commerciali positivi.