Museo Botanico Aurelia Josz

Il Museo Botanico Aurelia Josz è uno spazio all’aperto che si estende su di un’area di circa 24.000 m2., già vivaio comunale. Frutto di un progetto di riqualificazione e gestione, che ebbe inizio nel 2014, è stato inaugurato e dedicato ad Aurelia Josz nel 2015 
 
È un osservatorio, un laboratorio in evoluzione che produce cultura e stimoli. Ne sono protagonisti gli ecosistemi spontanei della Pianura Padana, la loro biodiversità, la loro interazione con l’ambiente urbano, ricco di presenze vegetali alloctone e i loro processi di ibridazione simili a quelli umani. Attenzione particolare è data anche all’agricoltura, mondiale e lombarda, quindi l’azione umana nel mondo vegetale e sul paesaggio, di conseguenza, la storia umana. 
Contatti, scambi e sinergie sono alla base di quanto è stato costruito e sono essenziali per gli sviluppi e le evoluzioni future. 
 
Aurelia Josz (Firenze1869/Auschwitz-Birkenau 1944), dotata di una particolare e moderna visione della società e dell’agricoltura, fu fondatrice e ideatrice della prima scuola agraria femminile milanese, creata per formare alla professione giovani donne in condizioni disagiate.

Superficie: 24.600 m²

Anno di realizzazione: 2012-2014

Progettista: Ufficio Tecnico Comunale

Dove siamo: via Rodolfo Margaria, 1 - 20161 Milano (lato sud Ospedale Maggiore Niguarda)

Come arrivare: tram 4 e 5, autobus 51 e 83, MM3 Dergano e Maciachini, Bike MI piazza Nizza e Ospedale Maggiore. Parcheggio su strada.

Per informazioni: museo.botanico@comune.milano.it 
telefono 02 884 44979 dal lunedì al venerdì, dalle ore 9:00 alle ore 14:00

Il Museo Botanico è frutto di un progetto dell’ Amministrazione del 2003. Le opere relative al primo lotto iniziarono nel 2012 e, nel 2014,  iniziò la vita del Museo Botanico che si propone come polo naturalistico, didattico e ludico, luogo di  osservazione degli ecosistemi  della Pianura Padana, areale milanese,  della loro biovarietà e delle contaminazioni che l’azione umana vi ha impresso. È  un laboratorio per lo studio, la divulgazione di temi botanici e l’educazione naturalistica, presupposto essenziale per una nuova cultura del verde e il rispetto della cosa pubblica.

Il divertimento, il gioco, la piacevolezza sono gli strumenti che si prediligono  per veicolare le informazioni, per sollecitare curiosità, per stimolare interesse.

Le attività e gli eventi sono condotti da personale del Comune di Milano, Area Verde, Agricoltura e Arredo Urbano, con il nucleo dei volontari del Museo Botanico, i Volontari del Servizio Civile, i tirocinanti, in collaborazione con istituti scolastici e varie istituzioni, il Servizio Manutenzione Ordinaria dell'Area Verde, Agricoltura e Arredo Urbano, le Sezioni Didattiche del Comune di Milano, le GEV (Guardie Ecologiche Volontarie). 

Il Museo Botanico (MuBAJ) è stato inaugurato nel 2015 e, nello stesso anno, dedicato ad Aurelia Josz (Firenze 1869 – Auschwitz 1944), figlia di Ludovico Josz, triestino di origini ungheresi, e di Emilia Finzi, di colta famiglia ebraica, si diplomò a Firenze in lettere italiane e fu molto influenzata dal clima cosmopolita della sua città che  contribuì a formarne la mentalità progressista, promotrice della cultura e dell’emancipazione femminile.  A ventun’anni si trasferì a Milano per insegnare. Ideò nuove metodologie didattiche per catturare l’attenzione delle allieve. Nel 1902 fondò la prima scuola pratica femminile di agricoltura nell’Orfanatrofio della Stella a Milano, che fu trasferita in una sede autonoma a Niguarda nel 1905. Convinta della necessità di una visione moderna dell’agricoltura, invitò a insegnare i più importanti agronomi italiani e istituì molti corsi, tra cui bachicoltura e apicoltura, di grande successo. Nel 1931 la scuola, inizialmente sostenuta dal Fascismo in quanto compatibile con il suo progetto di formazione per le masse rurali, fu chiusa. Aurelia Josz rifiutò il giuramento al Fascismo e per lei iniziò il periodo di progressivo isolamento, durante il quale scrisse due saggi. Nonostante l’approvazione delle leggi razziali nel 1938, non espatriò. Fu deportata ad Auschwitz-Birkenau dove morì nel 1944

Il MuBAJ ha molti progetti per opere e attività. Al momento, si sono concretizzati:

Il Frutteto dei Patriarchi

su di un’ area di 900 mq, messo a dimora nel settembre 2014, raccoglie 27 varietà arboree innestate su portainnesto, patrimonio dell’agricoltura lombarda e della sua storia (tema analogo al Labirinto di cereali), reperite nel territorio da piante originarie, alcune delle quali raggiungono i 200 anni di vita. Si tratta di varietà difficilmente reperibili i cui frutti hanno caratteristiche organolettiche molto particolari e notevoli proprietà nutrizionali. Sono molto rustiche, quindi in grado di difendersi da attacchi di funghi, insetti, ecc., necessitano di trattamenti solo in rari casi. Il frutteto accoglie diverse varietà di meli, peri, ciliegi, gelsi, ulivi, pruni, un fico e un caprifico, un pesco, un amareno, un susino, un loto.   

L’edificio polifunzionale di 300 mq  è in grado di compensare il proprio fabbisogno energetico grazie all'impianto fotovoltaico e a quello a pompa di calore. Il rivestimento verde, una collezione di clematidi, intervallate da rose, luppoli, caprifoglio, vite canadese, ortensie, ne mimetizza l’impatto. E’ destinato all'accoglienza e alle attività che necessitino di uno spazio coperto. 

Nell'autunno 2014 è stato creato il Labirinto di Cereali (che comprende anche molte varietà di mais) che ha una superficie di 1970 mq. È una raccolta vivente di varietà originarie, storiche, rare, accostate ad alcune delle più diffuse nell'agricoltura intensiva, che racconta di migrazioni di semi e piante, della storia dell’agricoltura e dell’alimentazione (tema analogo al frutteto), dell’evoluzione conseguente alla selezione operata dall'uomo per necessità operative e produttive in agricoltura, della genetica e delle sue applicazioni. Le attività per la sua realizzazione e manutenzione sono condivise con due classi dell’ I.I.S.  Vilfredo Federico Pareto. Alle semine e alla mietitura partecipano studenti delle scuole medie della zona. La struttura del labirinto, antichissima, mitologica, adottata in molti giardini storici e moderni, consente di ”perdersi” e induce alla concentrazione nel gioco di apprendimento. Più le piante sono alte, più si ottiene lo “straniamento”. Il “Gioco del Labirinto”, percorso ludico, iniziatico e di conoscenza, studiato appositamente, approfondisce importanti temi: l’ evoluzione della natura, la selezione effettuata da l’uomo per migliorare la resa delle coltivazioni, le ricerche genetiche, il ciclo della vita della pianta, il seme, tesoro vitale importantissimo, la sua trasformazione per uso alimentare nelle varie culture, la struttura che la natura ha conferito alla pianta con il fine di ottimizzare l’uso e l’ accumulo di energie. I semi sono stati donati dal "Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria - CREA" (nato dalla razionalizzazione dei precedenti enti di ricerca vigilati dal Ministero e concepito per dare al Paese un centro di ricerca di eccellenza, in grado di supportare i territori e le imprese agricole nella sfida per la tutela e la promozione del made in Italy agroalimentare) e dalla Banca del Germoplasma, Assessorato all'Agricoltura, Istituto di Genetica e Sperimentazione Agraria "N. Strampelli" della Provincia di Vicenza. Nel 2014/2015 furono seminate diverse varietà di farro, frumento duro e tenero, orzo, segale, triticale, avena e mais,  nel 2015/2016  veccia, trifoglio, rafano, senape, lino, orzo avena, segale, frumenti duri e teneri a cui seguiranno i mais. Particolare attenzione è stata data alle piante che si usano nel sovescio, pratica agronomica che prevede di rivoltare nella terra piante leguminose (o Fabaceae) come veccia e trifoglio, che ospitano fra le radici batteri simbionti capaci di fissare l'azoto atmosferico e Brassicaceae o Cruciferae, come rafano e senape, che attivano la biofumigazione (disinfettano e disinfestano il terreno). Il sovescio viene utilizzato di conseguenza nel sistema di rotazione delle colture per migliorare la fertilità del suolo. Questa pratica era molto diffusa nel medio evo per concimare i terreni ed è molto utilizzata nell'agricoltura biologico.

Il Percorso d’Acqua, un’area di 2.200 mq, solcata da un circuito di canali con punti di osservazione della flora e della fauna selvatiche è un luogo di osservazione delle azioni spontanee della natura e un laboratorio d’intervento, da allestire con piante spondali e acquatiche individuate  grazie allo studio delle  specie autoctone. Molte sono reperibili solo nel loro ambiente, da cui devono essere prelevate per poi essere trapiantate. Presso il “Giardino d’Acqua” di  Boscoincittà  (Italia Nostra) è stato possibile reperirle e grazie al lavoro dei volontari nel 2014 è iniziata la loro messa a dimora. 

MuBAJ apre al pubblico un sabato pomeriggio al mese senza prenotazione, e propone giochi, laboratori, incontri, reading, musica, visite guidate e tante altre iniziative a tema per bambini e adulti. 

Calendario provvisorio aperture 2019

18 maggio, 15:00 – 19:00 - Fuori Orticola - Fascination of Plamts Day 2019
15 giugno,  15:00 – 19:00 - «E' il mese dei prati erbosi e delle rose; il mese dei giorni lunghi e delle notti chiare.» Giosuè Carducci
13 luglio, 15:00 – 19:00 -  «Luglio: Il tempo in cui i giorni gocciolano via come il miele dal cucchiaio.» Wallace Stegner.
28 settembre, 15:00 – 19:00
19 ottobre, 15:00 – 18:00
16 novembre, 15:00 – 18:00
14 dicembre, 15:00 – 18:00
 
Le date e gli orari indicate potrebbero subire cambiamenti che saranno comunicati sui nostri canali social.

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