Passeggiare nella città romana e medievale

Dal Parco Archeologico dell’Anfiteatro Romano al Giardino della Guastalla

L’itinerario ha inizio in via E. De Amicis al civico 17 alla scoperta di un angolo nascosto e prezioso, il Parco Archeologico dell’Anfiteatro Romano, voluto nel 2002 dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia per dare ai resti dell’anfiteatro romano una degna cornice. La grande opera, edificata nel I-II secolo d.C. nel quartiere produttivo e commerciale fuori dalle mura dell’antica “Mediolanum”, era dimensionata per accogliere fino a 35.000 spettatori.

Per accedere al parco, incluso nel complesso monumentale di Santa Maria Vittoria che ospita anche il museo Antiquarium “Alda Levi”, si passa dal chiostro della chiesa, al cui centro si trova anche un grande esemplare di sambuco (Sambucus nigra). Si prosegue lungo un percorso circondato da una serie di alberi di Giuda, da siepi di bosso e arbusti ornamentali per arrivare all’area degli scavi delle antiche fondamenta. Uscendo sulla via Arena, la cui denominazione evoca per l’appunto la presenza dell’Anfiteatro, si prosegue in via Vetere e poi in corso di Porta Ticinese, alla scoperta delle mura della Milano medievale erette nel 1171 dopo la distruzione della città per opera del Barbarossa; proseguendo a sinistra lungo la cerchia del Naviglio e percorrendo la via Molino delle Armi si incontra, all’altezza di piazza della Vetra, il Parco Papa Giovanni Paolo II noto come Parco delle Basiliche perchè vi si affacciano le absidi della Basilica palatina di San Lorenzo, a nord, (massima testimonianza della Milano romana e paleocristiana, edificata nel IV secolo, ricostruita nel periodo romanico e riedificata, a seguito di un crollo, per ordine di San Carlo alla fine del 1500 da M. Bassi) e, sul lato sud, della Basilica di Sant’Eustorgio (eretta verso la fine del IX secolo sul luogo di un cimitero dei primi cristiani e completamente rifatta, ad eccezione dell’abside, nel XII secolo).

Il parco, progettato negli anni ‘50 dagli architetti P. F. Bagatti Valsecchi e A. Grandi, è composto da due parti delimitate dalla via Molino delle Armi. La riqualificazione del 2000, ha voluto ridare un disegno unitario al parco tramite un percorso principale sottolineato dagli esemplari di olmo e da un’ampia fascia di rose rugose dalle belle bacche autunnali. Vicino all’ingresso sud di via Molino delle Armi, si nota un interessante gruppo di gelsi dalle foglie che ricordano quelle del platano (Morus platanifolia) e un rarissimo esemplare di Celtis occidentalis. Percorrendo il vialetto centrale si giunge in fondo a destra al Museo Diocesano di Milano, che ha sede nei chiostri di Sant’Eustorgio ed è parte integrante di uno dei più prestigiosi complessi monumentali della città. Ritornando sulla via Molino delle Armi, creata nel periodo fra le due guerre per coprire la cerchia del Naviglio, l’itinerario prosegue, dopo l’incrocio con corso di Porta Romana, su via Francesco Sforza dove si incontra, a sinistra, la facciata dell’antico Ospedale Maggiore detto Ca’ Granda fondato, su progetto del Filarete, da Francesco Sforza nel 1456 e oggi sede dell’Università degli Studi di Milano. Più avanti si trova l’ingresso al Giardino della Guastalla, progettato a metà del 1500 secondo lo stile del giardino “all’italiana” e aperto nel 1939 dopo un importante restauro.

Dall’ingresso, contornato da un bel gruppo di liquidambar (Liquidambar styraciflua), si può osservare il più pregevole manufatto architettonico del giardino, la stupenda peschiera barocca. Più avanti, sul lato sinistro si trova un tempietto neoclassico, opera del XVIII secolo di L. Cagnola, e proseguendo si incontrano alcuni notevoli esemplari arborei: la catalpa monumentale (Catalpa bignonioides ‘Walt’) dal tronco contorto e dalla chioma asimmetrica, alcuni esemplari di magnolia (Magnolia grandiflora), di liriodendro (Liriodendron tulipifera), un faggio pendulo (Fagus sylvatica ‘Pendula’) e, più avanti, in prossimità dell’area giochi, un gruppo di faggi (Fagus sylvatica ‘Asplenifolia’). Percorrendo un vialetto con filari di ippocastani dalla fioritura rosea (Aesculus x carnea) si incontra, a sinistra dell’ingresso principale, un’edicola seicentesca.

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