FAQ - PGT vigente Milano 2030

Questa sezione contiene alcuni chiarimenti utili alla applicazione della normativa tecnica del Piano di Governo del Territorio, approvato dal Consiglio Comunale con Deliberazione n. 34 del 14.10.2019  e divenuto efficace in data 5.02.2020 a seguito della pubblicazione sul BURL dell’avviso di approvazione definitiva.  

Le note hanno scopo meramente ausiliario alla corretta lettura dei nuovi disposti normativi e sono state redatte dall’Area Pianificazione Urbanistica Generale in collaborazione con l’Area Sportello Unico per l’Edilizia.

La richiesta di dotazione territoriale di servizi in caso di nuova costruzione e in caso di interventi con cambio di destinazione d'uso è disciplinata all'articolo 11 delle NdA del Piano di Servizi. 
Anche il caso di cambio di destinazione d'uso senza opere, art. 8 comma 2 delle NdA del Piano delle Regole, comporta una richiesta di dotazione di servizi corrispondente a quelle dell’art. 11 PdS. 
A partire dalla data di efficacia del Piano, in caso di successione di passaggi da una categoria funzionale ad un'altra, con o senza opere, si dovrà corrispondere la dotazione di servizi in relazione alla categoria funzionale di partenza, anche se non direttamente precedente, rispetto a quella realizzata successivamente.

Il Piano dei Servizi non ha termini di validità e di conseguenza i documenti e gli elaborati grafici che lo compongono sono sempre modificabili al fine di un loro costante aggiornamento secondo le seguenti modalità definite dalle norme di attuazione:
- la modifica da pertinenza indiretta ad altra pertinenza indiretta o ad altro servizio pubblico o di interesse pubblico o generale è autorizzata previa deliberazione motivata del Consiglio Comunale, ai sensi dell’ art. 9 comma 15 della L.R. 12/2005.
- l’eliminazione di un servizio non più esistente o dismesso o privo di convenzionamento/accreditamento, l’inserimento di un servizio esistente o nuovo, pubblico o privato purché convenzionato/accreditato, la modifica del perimetro di pertinenza del servizio sono autorizzati previa determina dirigenziale
- per gli immobili delle amministrazioni pubbliche, degli enti di interesse pubblico e di proprietà privata, individuati come servizi per alcune categorie, se realizzati prima del 21 novembre 2012, a seguito della loro dismissione, la Giunta Comunale delibera in merito alla modalità di eventuale sostituzione/rilocalizzazione e alla conseguente rifunzionalizzazione dei servizi.

 Il controllo morfologico degli interventi è composto da più azioni e prescrizioni integrate tra loro:

  • in caso di nuova edificazione, o in caso di recupero della SL esistente di quantità minore rispetto a quella realizzabile con l'indice massimo, il raggiungimento degli indici massimi previsti dal Piano (mediante diritti perequati, ERS o incentivi) con diversa attuazione o discostamento dalle norme morfologiche sarà possibile solo previo parere positivo della Commissione per il Paesaggio, così come previsto dalle diverse disposizioni degli artt. 19 commi 4 e 5, 21 comma 8, 23 comma 4. Non è consentita pertanto l’attuazione di interventi non adeguatamente motivati dal proponente il cui impatto volumetrico non sia ritenuto compatibile con il paesaggio urbano;
  • la possibilità di trasferimento della SL dei piani interrati e seminterrati, con modifica della sagoma dell’edificio, è ammessa esclusivamente nel rispetto delle indicazioni morfologiche e, in caso esse siano assenti, tale possibilità è condizionata all'assenso da parte della commissione per il paesaggio;
  • non è possibile modificare le indicazioni morfologiche previste dal piano agli artt. 19, 21 e 23 in caso di utilizzo degli incentivi volumetrici previsti dallo stesso piano (per i quali si intende solo la premialità per concorsi prevista all’art. 13 comma 11) sommati ad altri incentivi derivanti da strumenti sovraordinati (e viceversa);
  • non è possibile la deroga alle indicazioni morfologiche determinata dalla realizzazione di superfici accessorie (SA) ovunque realizzate. In caso di intervento con riutilizzo di SL esistente, per "realizzazione di Superfici accessorie (SA)" di cui all’ art. 6 comma 8 lett. b, si intendono le Superfici Accessorie aggiuntive rispetto a quelle calcolate come esistenti. Le superfici accessorie (SA) che non implicano una variazione delle indicazioni morfologiche quali balconi, logge, terrazze, ballatoi, nonché le cantine, i locali tecnici e gli spazi per la sosta e manovra se posti ai piani interrati, sono liberamente realizzabili.
    Le Superfici accessorie (SA) relative al diverso calcolo previsto per le strutture alberghiere esistenti, si intendono sempre riferite alle SA esistenti integrate dalle superfici dei corridoi da recuperare;
  • in caso di superamento dell'indice di edificabilità massimo previsto negli ambiti di Rigenerazione, nonché in caso di realizzazione di servizi e ERS in locazione, di cui all'art. 9 comma 3 delle Norme di attuazione del Piano delle Regole, contenuta entro il 20% della SL esistente o dell'indice di edificabilità fondiario relativo all'area oggetto dell'intervento, può essere ammesso anche in modifica delle indicazioni morfologiche previo parere della Commissione per il paesaggio;
  • nei casi previsti al punto precedente, ma superiori al 20%, oltre al parere della Commissione per il paesaggio per la modifica delle norme morfologiche l’intervento deve essere approvato dalla Giunta Comunale;
  • ove possibile procedere, la richiesta di modifica delle indicazioni morfologiche si intende sempre consentita in caso di approvazione del progetto da parte dell'ente preposto per gli edifici sottoposti a vincoli diretto o indiretto di cui al Dlgs 42/2004; per gli altri immobili la richiesta, che dovrà essere valutata positivamente dalla Commissione per il paesaggio, deve essere corredata di una relazione storico-documentale che abbia contenuti specifici relativi al contesto sia  dal punto di vista tipologico e morfologico che per gli aspetti architettonici dell'eventuale manufatto esistente oggetto dell'intervento e delle relazioni che il nuovo progetto genera. La presenza di tali contenuti all'interno della relazione sono verificati preventivamente dagli uffici dell'amministrazione comunale. Questa relazione è obbligatoria per gli interventi ricadenti nel NAF e negli ADR. Negli ambiti ARU la richiesta di modifica è subordinata al parere preventivo della commissione per il paesaggio; 
  • le indicazioni morfologiche sono quelle indicate in legenda nella tavola R.03 - Indicazioni morfologiche - e quelle citate agli articoli 19, 21 e 23 delle norme di attuazione del Piano delle Regole.

A seguito dell’entrata in vigore della variante al PGT, efficace dal 5 febbraio 2020, vige la definizione di “Superficie Accessoria” (SA) contenuta nell’art. 5 comma 7 delle Norme di Attuazione del Piano delle Regole, in coerenza con le definizioni tecniche uniformi di cui all’allegato B della DGR n. XI/695 del 24 ottobre 2018. All’interno di tale definizione sono elencate le superfici degli spazi di un edificio aventi carattere di servizio rispetto alla destinazione d’uso della costruzione che sono escluse dal calcolo delle Superficie Lorda (SL).
La definizione di superficie accessoria non ricomprende il soppalco, descritto nell’allegato B della delibera regionale come “Partizione orizzontale interna praticabile, ottenuta con la parziale interposizione di una struttura”.
Pertanto ai sensi del vigente PGT è consentita la realizzazione di soppalchi esclusivamente a condizione che gli stessi siano computati nella SL di progetto.  Le disposizioni edilizie e igienico sanitarie per la realizzazione dei soppalchi sono definite dall’art. 99 del vigente Regolamento Edilizio.  

Sì.
Ai sensi dell’art. 114 del Regolamento Edilizio è possibile procedere al recupero ai fini abitativi dei sottotetti esistenti (ai sensi degli articoli 63, 64 e 65 della L.R. 12/2005 e smi) se aventi altezze superiori a m. 1,80 misurata nel punto più alto e con introduzione delle modifiche strettamente necessarie per rendere tali spazi  adeguati alla norma, ferma restando la specifica disciplina per gli interventi all’interno dei Nuclei di Antica Formazione (NAF).

Alla luce degli articoli 19 comma 3 lett. e, 21 comma 2 lett. d e 23 comma 7  delle Norme di Attuazione del Piano delle Regole della variante al PGT, è possibile realizzare spazi sottotetto unicamente con altezze interne inferiori a m. 1,80. Pertanto alla luce delle previsioni dell’art. 114 comma 1 del Regolamento edilizio vigente, non potranno essere recuperati ai fini abitativi tali spazi sottotetto, in quanto aventi altezza interna inferiore a quella prevista dal Regolamento stesso.

A seguito dell’efficacia della variante al PGT, vige la definizione di “Superficie Accessoria” (SA) contenuta nell’art. 5 comma 7 delle Norme di Attuazione del Piano delle Regole, in coerenza con le definizioni tecniche uniformi di cui all’allegato B della DGR n. XI/695 del 24 ottobre 2018. Tale definizione elenca le superfici degli spazi di un edificio aventi carattere di servizio rispetto alla destinazione d’uso della costruzione che sono escluse dal calcolo delle Superficie Lorda (SL) ed in particolare, alla lettera i), ricomprende “gli spazi comuni, quali i locali di servizio condominiale in genere”.
Per “spazi di un edificio aventi carattere di servizio” si intendono quelli destinati alle attività che siano funzionali allo svolgimento della destinazione principale, come ordinariamente inteso.
Pertanto ai sensi del vigente PGT è consentita la realizzazione di spazi comuni non computati in SL, a condizione che gli stessi costituiscano locali di servizio e depositi ad uso esclusivo condominiale.
In particolare è possibile applicare quanto indicato all’art. 74 esclusivamente qualora lo stesso non sia in contrasto con quanto sopra e con la specifica riportata alla lett. i) del citato art. 5, per le diverse funzioni sottoindicate:
-          per la funzione residenziale sono incluse nelle superfici accessorie, e nei limiti quantitativi dell’art. 74, unicamente le seguenti tipologie di locali di servizio, ad uso esclusivo condominiale o di almeno 4 unità immobiliari: sale di riunione condominiale, guardiole di portineria, oltre a depositi e spazi, anche dedicati al ricovero di cicli, entrambi senza i requisiti richiesti per i locali abitabili;
-          per le funzioni produttive e direzionali sono incluse nelle superfici accessorie, e nei limiti quantitativi dell’art. 74, unicamente le seguenti tipologie di locali di servizio, ad uso esclusivo condominiale e non ad uso, né direttamente connesse, alle singole attività: sale di riunione condominiale, guardiole di portinerie, oltre a depositi e spazi, anche dedicati al ricovero di cicli, entrambi senza i requisiti richiesti per i locali abitabili.
I locali di servizio condominiale non potranno essere direttamente connessi alle singole unità immobiliari o attività e non distribuite ai vari livelli.
Non si ritengono invece da includere, nella definizione di superfici accessorie, gli spazi di servizio relativi alle attività turistico ricettive e alle attività di interesse pubblico o generale indicati all’art. 74 lett. a) non configurandosi come parti comuni condominiali, nè locali di servizio condominiale in genere, bensì ad uso delle singole attività. Parimenti non si ritengono da includere nella definizione di superfici accessorie, in quanto non aventi carattere di servizio e né strettamente funzionali allo svolgimento della destinazione principale, gli spazi destinati a palestre, sale fitness e nidi aziendali.

Le indicazioni morfologiche di cui agli artt. 19, 21 e 23, come specificato all’art. 15 comma 1, si applicano anche agli ambiti oggetto di rigenerazione.

Ad esempio, ove è possibile in questi ambiti il superamento dell’indice massimo (Piazze e Nodi), come specificato all’ art. 6 comma 8 lett. d, è ammessa la modifica delle indicazioni morfologiche previo parere favorevole e vincolante della Commissione per il Paesaggio, con le procedure e le modalità previste, per i singoli tessuti, agli articoli 19 commi 4 e 5, 21 comma 8 e 23 comma 4.

Le NA del PdR hanno previsto in via generale (art. 5) la salvaguardia dei progetti edilizi presentati, sia con riferimento ai titoli edilizi presentati prima della entrata in vigore del Piano, sia alle varianti essenziali ai titoli edilizi già rilasciati.
Analoga finalità si ritrova nell’art. 10 NA del PdR,  che prevede l’esclusione delle varianti anche essenziali ai titoli edilizi presentati prima dell’entrata in vigore del Piano, dando rilievo al momento della presentazione del titolo edilizio, piuttosto che a quello del rilascio.
Conseguentemente il titolo edilizio anche solo presentato non rientra nell’ambito di applicazione del medesimo articolo.

Agli espressi fini dell'individuazione delle zone A (centri storici), di cui all'art. 59 del DECRETO-LEGGE 14 agosto 2020 n. 104, occorre fare riferimento alla Determina Dirigenziale che definisce la corrispondenza tra le zone A e B (1444/68) e gli ambiti del PGT del 5 marzo 2020, pubblicata sull'Albo Pretorio di cui si allega link: 
https://www.comune.milano.it/servizi/bonus-facciate-corrispondenza-zone-omogenee-dm-e-ambiti-pgt

Si fa presente che gli ambiti oggetto di applicazione sono esclusivamente quelli riportati sulla tavola allegata alla DD.

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