Prevenzione dei disordini del comportamento alimentare in età pediatrica

ll malessere dei bambini tende oggi ad esprimersi attraverso un utilizzo distorto del cibo e dell’atto alimentare o strutturando un vero e proprio disturbo del comportamento alimentare; anoressia, bulimia, obesità sono in aumento anche nell’età pediatrica!

Perchè un bambino si ammala di anoressia o di bulimia? Perché diventa obeso? Qual è il significato di queste malattie nell’infanzia?

Per rispondere nasce Pollicino e Centro Crisi Genitori, un’Associazione Onlus che intende offrire ascolto e sostegno alle famiglie e propone alle istituzioni pubbliche e private progetti di interventi di sensibilizzazione e prevenzione rivolti a genitori, insegnanti, educatori e in generale agli operatori d’infanzia.

L’anoressia, la bulimia, l’obesità durante l’infanzia sono un messaggio lanciato ai genitori; sono una protesta contro un’impossibilità di dire ed essere ascoltati e riconosciuti come persone, soggetti. Sono una difesa rispetto al dubbio di non essere desiderati e rispettati nel proprio essere persone diverse. Ma anoressia, bulimia e obesità sono anche una messa in scena di un rifiuto: un modo di dire no. Sono un grido che dice “ Guardatemi! Sono qui e soffro!"

E’ pensare di poter riempire il vuoto del cuore colmando lo stomaco di cibo o affamandosi.
Sono un pensiero pericoloso che dice: “Non chiedo più nulla, rinuncio, faccio da solo: mangio tutto o non mangio niente".

Prevenire è meglio che curare e nell'infanzia è un'operazione possibile! Prevenire per l’Associazione significa “aggiungere prima.." cioè sapere, conoscere per poter prendere delle precauzioni.

Prevenire significa aiutare i genitori e gli operatori dell’infanzia che nutrono preoccupazioni rispetto al comportamento alimentare dei bambini a riconoscere i segnali di disagio e a cogliere il messaggio nascosto che il comportamento alimentare infantile veicola.

L’Associazione Pollicino e Centro Crisi Genitori Onlus offre un Servizio di Numero Verde 800.644.622, un ascolto attento ed una accoglienza specifica della preoccupazione dei genitori e delle altre figure di riferimento dell’infanzia rispetto al disordine alimentare infantile, promuovendo una possibile comprensione dei segnali di malessere dei bambini.