Area B: motivazioni

Nel maggio 2018 l'Italia è stata deferita alla Corte Europea per il mancato rispetto dei limiti di qualità dell'aria relativi al PM10 ed è ancora aperta la procedura di infrazione per il superamento dei limiti di qualità dell'aria relativi al biossido d'azoto (NO2).

Secondo lo IARC (International Agency for Research of Cancer) dell’OMS, l’inquinamento atmosferico è un agente «sicuramente cancerogeno» (classe di rischio 1).

La componente dell’inquinamento dell’aria sottoposta a una specifica valutazione è quella del particolato atmosferico, per il quale è stata dimostrata una correlazione tra l’aumento di mortalità e l’esposizione media annuale alle concentrazioni di PM2,5, oltre che un aumento di rischio per le malattie tumorali quali il cancro al polmone (+22% di incidenza per aumento di 10microgrammi/mc PM10).

Area B è equa
Limita l’accesso ai veicoli più vecchi e più inquinanti, consentendo l’accesso solo negli orari di utilizzo meno intenso e frequente, non penalizzando l’accesso occasionale.

Area B è efficace
Interviene sul 65% delle emissioni atmosferiche annue prodotte oggi da traffico veicolare.

Tra il 2019 e il 2026
Area B
consente di ridurre le emissioni atmosferiche da traffico complessivamente di circa 25 tonnellate di PM10 allo scarico e di 900-1.500 tonnellate di ossidi di azoto.

PM10
L’accelerazione è immediata:

  • -14% di emissioni nel 2019
  • -24% nel 2020
  • -21% nel 2021.

Nei primi 4 anni le emissioni di PM10 si riducono della metà (15 tonnellate).

Nox
L’accelerazione avviene tra il 2023 e il 2026 con -11% ogni anno. Tra il 2019 e il 2022 la diminuzione è - 4% / -5% all’anno.

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