Applicazione del Regolamento per il Benessere e la Tutela degli Animali

Approvato nel febbraio 2020, il Regolamento si rivolge a tutti i cittadini di Milano. Alcuni articoli sono diretti in modo particolare ai singoli cittadini e/o ai commercianti, altri a imprese e professionisti che lavorano nell’edilizia, ad amministratori di condomini. In questa pagina forniamo una guida ai contenuti più rilevanti e alle principali novità. Il testo integrale è disponibile per la lettura e il download.

Avvertenza importante: l'esecutività di alcuni articoli/commi illustrati è posticipata al 25 ottobre 2020 per effetto delle disposizioni riguardanti il contenimento del Coronavirus. Di tali provvedimenti sospesi si dà notizia nel corso della pagina. Appena possibile saranno resi noti i nuovi termini per adeguarsi.

Per orientare i lettori nella lettura del Regolamento evidenziamo di seguito alcuni articoli, suddivisi per potenziali gruppi di interesse.

Singoli cittadini (e commercianti)

  • Iscrizione degli animali all’Anagrafe Regionale - art. 6
  • prescrizioni per tutelare il benessere degli animali tenuti in abitazioni ed esercizi commerciali - articoli 7-13
  • accesso e conduzione degli animali nei luoghi pubblici e aperti al pubblico, aree verdi, mezzi pubblici di trasporto, strutture socio-sanitarie, raccolta delle deiezioni - articoli 16-21
  • detenzione amatoriale di determinate specie animali, consentita o vietata - articoli 23, 24
  • manifestazioni con animali - art. 28
  • colonie feline, canile e gattile del Comune - articoli 29, 36, 37
  • interazioni con la fauna selvatica in città - articoli 31, 32

Commercianti (e singoli cittadini)

  • Iscrizione degli animali all’Anagrafe Regionale - art. 6
  • prescrizioni per tutelare il benessere degli animali tenuti in abitazioni ed esercizi commerciali - articoli 7-13
  • accesso degli animali nei luoghi aperti al pubblico - art. 16
  • vendita, ricovero e toelettatura di animali da affezione - art. 26
  • vendita di animali all’aperto - art. 27
  • metodi di gestione e uccisione crostacei vivi destinati all’alimentazione umana - art. 33

Imprese e professionisti che lavorano nell’edilizia, Amministratori di condomini, singoli cittadini

  • uso dei dissuasori di appoggio per uccelli - art. 31
  • gestione del verde in rapporto ai periodi riproduttivi della fauna - art. 31
  • interventi edilizi in rapporto alla nidificazione di rondini e balestrucci - art. 31
  • gestione di superfici vetrate o riflettenti e il pericolo di impatto dell’avifauna - art. 31
  • interventi edilizi in presenza di nidi di rondoni - art. 32

Per una piacevole convivenza tra cani e tra cani e persone in un ambiente complesso come quello cittadino, la parola cruciale è “educazione”, riferita sia ad ogni cane sia ai loro proprietari e detentori, perché conoscano le regole e siano consapevoli delle loro responsabilità.

Come primo strumento educativo, il Comune ha scelto il percorso formativo per proprietari di cani: il Patentino, attualmente reso obbligatorio dalla normativa nazionale per i proprietari di cani che si sono già dimostrati potenzialmente pericolosi per l’incolumità pubblica.

L’obiettivo del Comune di Milano è quello di giungere al punto in cui tutti i cittadini proprietari di cani siano in possesso del Patentino. Tuttavia, con una popolazione di cani milanesi registrata pari a circa 100 mila soggetti, il processo richiederà tempo e risorse. Per questi motivi l'Amministrazione ha reso obbligatorio, come passo iniziale, il conseguimento di un patentino per i proprietari di 27 razze canine - e loro incroci - considerate di più difficile gestione sulla base di criteri quali prestanza fisica, potenza di morso, tendenza all’aggressività in assenza di educazione. A questo scopo, è stato creato un percorso formativo ad hoc, denominato “Patentino Cane Speciale”, per evidenziare che la formazione proposta tiene conto delle qualità particolari di quelle razze, da non sottovalutare. Si tratta quindi di un patentino per proprietari di razze “potenzialmente pericolose, se non gestite in modo corretto”.

Stiamo parlando di cani che, per la loro mole e conformazione fisica, quando aggrediscono e mordono possono provocare danni gravi, finanche la morte dell’altro animale o della persona aggrediti. Il problema non è la frequenza di morso/attacco ma la pericolosità associata alla forza di questi cani. Si tratta, dunque, di cani che, per essere ben gestiti, devono essere educati fin dalle prime fasi di vita e il loro proprietario deve essere preparato. Quando non lo è, si spaventa di fronte alle reazioni del suo animale, si rende conto di non saperlo controllare e allora preferisce “disfarsene”.

Una buona parte dei cani presenti nel Parco Canile di Milano appartiene a proprio razze potenzialmente aggressive. Questi cani richiedono un intenso e lungo lavoro di recupero comportamentale per diventare di nuovo adottabili.

Attenzione: l'esecutività di questo articolo/comma figura tra i provvedimenti posticipati al 25 ottobre 2020 per effetto delle disposizioni riguardanti il contenimento del Coronavirus. 

Per informazioni e iscrizioni alle prime tre sessioni del corso per il rilascio del "patentino cane speciale" scarica  la locandina e il modulo nella sezione allegati

Il Regolamento prevede alcune deroghe a importanti disposizioni riguardanti l'accesso ai luoghi aperti al pubblico, la detenzione e la vendita di animali.

Per maggiori informazioni e per conoscere le modalità di richiesta delle deroghe consulta il link nella sezione Utilizza i servizi presente in questa pagina.

In molti edifici sono presenti superfici vetrate riflettenti di grandi dimensioni, che possono riflettere immagini di nuvole, cielo, alberi ecc. La vetrata non è percepita dagli uccelli come barriera da evitare e la collisione con essa porta, generalmente, alla loro morte. Più della metà degli impatti si verifica nella parte tra il piano terra e il terzo piano. Lo stesso problema si crea con le barriere trasparenti, spesso ai margini di strade e autostrade.

Per ridurre le probabilità di collisione, il Regolamento obbliga proprietari e amministratori di edifici dotati di questo tipo di superfici ad adottare soluzioni preventive e incoraggia costruttori e architetti a intervenire sin dalla fase di progettazione. Inoltre invita i cittadini a monitorare il fenomeno e a segnalarlo alle Autorità (art. 31, comma 13).

Quale rimedio?
In linea generale si tratta di interrompere la continuità della grande superficie riflettente, suddividendola in superfici più piccole che vengano percepite dagli uccelli come una barriera. È sufficiente utilizzare strisce o figure adesive, che possono essere anche gradevoli dal punto di vista estetico.

Per documentarsi, suggeriamo il documento Costruire con vetro e luce rispettando gli uccelli, prodotto dalla Stazione Ornitologica Svizzera, 2016.

Per ulteriori informazioni

Per inviare segnalazioni

Costruiti all’interno di cavità, fessure, nicchie, buche pontaie, coppi e cassonetti delle tapparelle, i nidi dei rondoni vengono riutilizzati nel corso degli anni.

Le cavità nido sono quindi una risorsa da tutelare anche al di fuori della stagione riproduttiva. Ecco perché, in caso di interventi che per ragioni progettuali debbano occludere fessure ospitanti nidi di rondone, si dovrà procedere come compensazione ad apporre altrettanti nidi artificiali.

Come fare?
Le Linee Guida per la tutela dei rondoni nell’ambito degli interventi edilizi, sviluppate da Progetto Natura Onlus nell’ambito del progetto SOS Rondoni, indicano le procedure da seguire per la tutela dei nidi in caso di interventi edilizi e riportano un primo dettagliato elenco degli edifici dove nidificano le colonie più importanti. Un elenco più dettagliato, con il posizionamento degli edifici, è disponibile su una mappa di Google.

Il Garante degli Animali potrà fornire consulenza, avvalendosi del supporto di esperti.

Da notare che i rondoni e le loro uova sono protetti ai sensi di legge.

Riferimenti normativi

  • Legge 157/92
  • Regolamento per il Benessere e la Tutela degli Animali, art. 32

L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare – EFSA – conferma che i crostacei decapodi sono in grado di provare dolore e stress.

Nel rispetto di questa premessa, il Regolamento fornisce i principali accorgimenti da adottare nel ciclo gestionale dei crostacei vivi destinati all’alimentazione umana: aragoste, astici, granciporri, granseole.

Conservazione
Aragoste, astici, granciporri e granseole vivi per l’alimentazione, nelle diverse fasi del commercio, possono essere conservati in contenitori isotermici a bassa temperatura o in acquari dotati delle caratteristiche definite nel Regolamento.

Vendita
La vendita di crostacei vivi è consentita solo nel commercio all’ingrosso. Nella vendita al dettaglio, i crostacei devono essere uccisi dal venditore prima della consegna al consumatore. I crostacei devono essere comunque uccisi prima della cottura.

Alimentazione umana
I crostacei destinati all'alimentazione umana devono essere uccisi con le seguenti modalità:

  • shock elettrico con apparecchiature validate allo scopo, di cui forniamo qui un esempio
  • in subordine, distruzione meccanica del ganglio cerebrale, eseguita sul soggetto anestetizzato mediante raffreddamento. Si veda il documento del Centro di referenza Nazionale per il Benessere degli Animali a pagina 3
  • nel caso dei crostacei mantenuti in contenitori isotermici, è anche possibile portarli a morte mediante rapido raffreddamento in aria (abbattitore termico).

Riferimenti normativi

Regolamento per il Benessere e la Tutela degli Animali, art. 33

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