La protesta dei parenti

Milano (milanotoday - Giampaolo Mannu), 13 dicembre 2020

L'accusa dei familiari dei detenuti a San Vittore

"Non vediamo i mariti da mesi, alcuni non hanno nemmeno le video-chiamate".
Tornano a protestare i parenti dei detenuti nelle carceri milanesi, con una manifestazione organizzata sabato 12 dicembre 2020 sotto al muro di cinta di San Vittore.
Un sit-in lontano dai toni delle rivolte dello scorso marzo, che avevano interessato numerose Case circondariali in tutta Italia, ma identico nella sostanza delle richieste: riaprire i colloqui tra detenuti e parenti.
"Non vedo mio marito dallo scorso ottobre - spiega la moglie di un detenuto - i miei figli chiedono continuamente quando lo rivedranno, quella del 'Covid-19' è solo una scusa, perché i colloqui si potrebbero fare in sicurezza, la verità è che dentro le carceri mancano mascherine e disinfettanti e quindi non autorizzano nemmeno i colloqui, i nostri parenti vivono in condizioni pessime da quando è iniziata la pandemia, ma nessuno ne parla".
"Mio marito non può video-chiamare il padre a causa di un cavillo burocratico - spiega un'altra coniuge - per motivi d'età non può accedere alle visite di persona, perché è un soggetto a rischio, tuttavia questo gli impedisce di fare anche video-colloqui, è una situazione paradossale, l'altro giorno ero in collegamento con mio marito e quando ho fatto subentrare il padre hanno interrotto la video-chiamata, perché lui non è autorizzato".
 

Aggiornato il: 14/12/2020