Progetto Cavalli a Bollate

Milano (cavallomagazine), 19 marzo 2020

Medicina per abilità e autocontrollo

I primi risultati dello studio dell'empatia e regolazione degli impulsi condotto da veterinari e psicologi dell'Università degli Studi di Milano con l'associazione di volontariato Asom tendono a dimostrare che il lavoro sinergico di cavalli e detenuti sviluppa abilità e autocontrollo.
Alla Casa di reclusione di Bollate un seminario ha presentato primi risultati dello studio condotto da veterinari e psicologi dell'Università milanese circa l'empatia e la regolazione degli impulsi dei detenuti che lavorano con i 40 cavalli della scuderia operante all'interno del carcere. L'attività equestre con i detenuti nel penitenziario è diretta da Claudio Villa, grazie al progetto dell'associazione di volontariato Asom, denominato "Cavalli in carcere".
"Il lavoro svolto da cavalli e detenuti - come ha spiegato la dott.ssa Emanuela Prato Previde, docente di Psicologia alla facoltà di Medicina e chirurgia dell'Università - tende a sviluppare abilità e autocontrollo. Inoltre aiuta a inibire le reazioni impulsive, a osservare il comportamento non verbale e, infine, sviluppa la capacità di assumere punti di vista diversi dal proprio e a preoccuparsi dello stato emotivo del cavallo".
Il cavallo è una preda, è sensibile agli stimoli potenzialmente minacciosi e comunica le proprie emozioni con segnali non evidenti, per questo lavorare con loro - i detenuti frequentano un corso di Mascalcia - può aiutare i reclusi a sviluppare una ampia serie di abilità, fondamentali nelle relazioni interpersonali e possono essere valutate con test e questionari validati.

Aggiornato il: 24/06/2020