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La macchina celeste di Antikythera (marzo 2013)

Frammenti di genio di una scienza leggendaria
Conferenza di Massimo Mogi Vicentini per il ciclo Tracce inaspettate di una scienza perduta (locandina in formato PDF); giovedì 21 marzo 2013 - ore 21:00

Nel 211 a.C. i Romani espugnarono Siracusa. Il console Claudio Marcello non riuscì a risparmiare la vita di Archimede, ma riportò a Roma una delle sue creazioni più fantastiche: un meccanismo planetario che riproduceva le posizioni del Sole, della Luna, e degli astri erranti del firmamento. Di questa macchina non rimangono che disperse testimonianze dei romani eruditi che ne videro e compresero l’eccezionale significato, ma senza che alcuno ne tentasse mai più una replica né un disegno tecnico.

Poco più di un secolo dopo, l’isola di Rodi era una delle basi navali di Roma, stavolta in guerra col regno del Ponto. A Rodi aveva operato, tra gli altri, uno dei massimi astronomi dell’antichità, Ipparco di Nicea, in un periodo e un ambiente di fermento scientifico senza precedenti nella storia del mondo e di intensi rapporti di scambio con le grandi scuole di ricerca alessandrine.

Attorno all’85 a.C. una nave da 300 tonnellate, carica di oggetti preziosi, verosimilmente bottino di guerra, salpò da Rodi alla volta di Roma, ma non vi giunse mai.

Circa duemila anni dopo un gruppetto di palombari, a caccia di spugne nelle acque di Antikythera, si imbatté casualmente nel relitto della nave, ad oltre 40 metri di profondità. Tra il 1900 e il 1901 vennero recuperati innumerevoli oggetti di valore, ed in particolare i resti di un meccanismo ad ingranaggi, che solo verso metà del secolo ha cominciato a rivelare la sua eccezionale importanza agli studiosi: è parte di una macchina astronomica, che rivela una finezza di progetto sinora ritenuta impensabile per quell’epoca, poiché non è dato trovare più null’altro di simile per il successivo millennio e mezzo.

Dopo un altro mezzo secolo e ulteriori analisi, l’indagine non solo non appare conclusa, ma continua a generare sempre più domande e sorprese. Quel che appare certo è che ci troviamo di fronte ad una creazione discesa dagli studi e dai progetti geniali di Archimede, Ipparco e Posidonio, ma che ancora non acconsente a svelarceli quanto vorremmo.

Al Planetario verranno presentati il quadro delle ultime ricerche, la struttura tridimensionale secondo le idee più recenti, con tutte le sue nuove certezze e nuove domande.

In collaborazione con AstrOfficina

Tariffe

Biglietto intero: 3,00 Euro

Biglietto ridotto: 1,50 Euro (fino a 18 anni e oltre i 60 anni)

Da ricordare

  • A conferenza iniziata non è consentito l'ingresso.
  • Le conferenze hanno generalmente una durata di circa un'ora.



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