Via Bonfadini. De Corato: “Dieci rom indagati per furto e ricettazione”

Uno era agli arresti domiciliari. Auto e moto venivano smontate nel campo e rivendute. Polizia municipale stronca giro d’affari di centinaia di migliaia di euro. Carabinieri sequestrano inoltre tesoretto a nomadi di via Chiesa Rossa. Nei campi servono controlli puntuali delle Forze dell’ordine

Riccardo De Corato - Vice Sindaco Rapporti Consiglio Comunale e Attuazione del Programma Sicurezza

27/03/2009

“Al termine di una lunga e complessa attività investigativa, condotta dal Nucleo Problemi del Territorio della Polizia Municipale, su delega dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano, sono state indagate 15 persone per furto e ricettazione di veicoli e motoveicoli rubati a Milano e rivenduti anche nel Nordafrica. Una decina i soggetti coinvolti nei traffici illeciti, il cui giro di affari è stimato in centinaia di migliaia di euro. Si tratta di rom italiani che risiedono nel campo nomadi di via Bonfadini 39. Uno di loro si trovava agli arresti domiciliari all’interno del campo ed è stato denunciato anche per evasione”.

Lo comunica il vice Sindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato.

L’indagine è partita nel 2005 quando, a seguito di un sopralluogo della Polizia Municipale nel campo di via Bonfadini, furono trovate numerose carcasse e pezzi d’auto e motoveicoli. Si è così potuto appurare che in quell’area venivano smontati veicoli e motoveicoli rubati a Milano, soprattutto nella zona est e sudest della città ma anche in centro, e rivenduti su commissione. Nel corso delle indagini, all’interno del campo e nelle aree limitrofe, sono state recuperate decine di veicoli di provenienza furtiva e altri con dati identificativi contraffatti. Durante le operazioni diversi indagati si sono anche resi responsabili di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Tra i soggetti coinvolti nell’attività illecita c’è anche un marocchino (che non risiede nel campo), già arrestato per lo stesso reato. Nel 2007 era stato fermato all’ingresso dell’autostrada Milano-Genova mentre cercava di trasportare in Spagna 19 motoveicoli, completamente smontati e occultati a bordo di un furgone, destinati al mercato nordafricano.

“Molti rom - commenta De Corato - faticano a rispettare la legge e preferiscono vivere di illeciti, come dimostra questa inchiesta e il tesoretto sequestrato ai quattro rom di via Chiesa Rossa. Una situazione intollerabile, aggravata dalla presenza, nostro malgrado, di soggetti agli arresti domiciliari che incrementano degrado e criminalità, come si è visto in via Bonfadini. Essendo italiani, i denunciati non possono essere espulsi come gli extracomunitari o allontanati come i rom romeni”.

“Che arrivino fondi dal Governo per i 12 campi autorizzati - continua De Corato - non può che far piacere. Anche perché con il governo Prodi non si è visto un euro e il Comune di Milano ha dovuto sobbarcarsi tutte le spese. Ora c’è un nuovo regolamento da far rispettare. E non possono essere solo i vigili a chiedere conto di determinati comportamenti”.

“Occorre anche decidere – spiega De Corato – che fare delle edificazioni abusive sorte su aree private e demaniali. Basti dire che durante il censimento dei campi nomadi sono scattate 11 denunce per questo reato. Lo stesso campo di via Bonfadini, sorto più di vent’anni fa, presenta situazioni del genere, che sono state penalmente condonate dall’autorità giudiziaria per stato di necessità. Questo non vuol dire - precisa De Corato - che la Polizia Locale voglia smarcarsi dai controlli: lo dimostra il fatto che nel 2008 ha effettuato ben 1007 sopralluoghi nei 12 campi e 1.450 controlli serali-notturni solo nell’area Triboniano. Ma dato lo scarso rispetto della legge e l’alto tasso di recidiva dei rom, è necessario un costante e puntuale supporto delle Forze dell’ordine”.

Secondo il censimento effettuato dal commissario straordinario Gian Valerio Lombardi, al campo nomadi di via Bonfadini risiedono 101 occupanti italiani, di cui 61 adulti e 40 minori.