Cultura. A Palazzo Reale il grande ritorno di Pablo Picasso a Milano con oltre 250 capolavori tra dipinti, disegni, sculture e fotografie



Stefano Boeri Cultura Moda Design

19/09/2012



Promossa dall’assessorato alla Cultura, Moda e Design e prodotta da Palazzo Reale insieme a 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE, in collaborazione con il Musée National Picasso, si apre a Milano la grande mostra antologica “Picasso. Capolavori dal Museo Nazionale Picasso di Parigi”, allestita nelle sale del piano nobile del Palazzo.

“Milano accoglie per la terza volta l’opera geniale e fondativa di Pablo Picasso, dopo le grande mostre del 1953 e del 2001. Due esposizioni che coincisero con periodi topici sia nella cronaca politica internazionale, che nella vita quotidiana di Milano. E lasciarono il segno – ha detto l’assessore alla Cultura Stefano Boeri –. Non sappiamo ancora se l’appuntamento con Picasso sarà nuovamente, per Milano, un appuntamento con la storia. Ma sappiamo che le vicende di questo incontro tra una grande città e il genio precursore di tutta l’arte contemporanea sono diventate esse stesse occasioni di riflessione storica, come confermano le stanze che Palazzo Reale dedica alla preparazione dell’esposizione del 1953. Un omaggio che è insieme a Picasso, a Milano e alle coincidenze mai del tutto casuali che hanno accompagnato la vita di un grande interprete della nostra modernità”.

La mostra è curata da Anne Baldassari, Presidente del Musée National Picasso di Parigi, dov’è conservata la più grande collezione al mondo delle opere dell’artista spagnolo.
Con oltre duecentocinquanta opere – molte delle quali mai uscite dal museo parigino prima di questo tour mondiale che vede Milano come unica tappa europea – tra dipinti, sculture, fotografie, disegni, libri illustrati e stampe, la mostra rappresenta un vero e proprio excursus cronologico sulla produzione di Picasso, mettendo a confronto le tecniche e i mezzi espressivi con i quali l’autore si è cimentato nella sua lunga carriera.

All’interno del percorso espositivo, oltre 2.000 metri quadrati al piano nobile di Palazzo Reale con un allestimento curato da Italo Lupi con Ico Migliore e Mara Servetto, sarà presente anche la documentazione che riguarda la mostra che Picasso tenne, sempre a Palazzo Reale, nel 1953, con la curatela di Francesco Poli, quando venne esposta per la prima volta in Italia, nella Sala delle Cariatidi, la grande tela di “Guernica” (1937).

Attraverso la collezione del Museo Nazionale Picasso di Parigi, l’antologica di Milano presenta, tra i tanti capolavori, le opere che permettono di ripercorrere la storia dell’arte attraverso l’evoluzione del linguaggio artistico di questo indiscusso maestro del XX secolo con capolavori come “La Celestina” (1904), “Uomo con il mandolino” (1911), “Ritratto di Olga” (1918), “Due donne che corrono sulla spiaggia” (1922), ”Paul come Arlecchino” (1924), “Ritratto di Dora Maar” e “La supplicante” (1937).

“La collezione del Musée Ricasso - scrive la curatrice nel catalogo - rappresenta dunque il lavoro picassiano in progress, i suoi imprevisti, i suoi balzi in avanti o le sue resipiscenze, i suoi meandri e i suoi ripiegamenti. Vi si può osservare la pittura che diventa scultura, e viceversa, nell’invenzione di dimensioni intermedie: pittura senza fondo né contorni, tavole piatte come icone, legni intagliati e lumeggiati di colore, gli inganni ottici dei papiers collés, dei tableaux-reliefs, delle costruzioni piane, sculture cave, aperte, forate, grafismi spaziali filiformi, quadri a tutto tondo, modelli di carta piegata, lamiere tagliate e dispiegate nello spazio. Anche i disegni, le pagine dei quaderni di schizzi e le incisioni dialogano in un continuo andirivieni, per ricostruire le logiche iconografiche di un racconto che esplora tutte le possibilità, quasi a raggiungere il mito della nascita delle immagini: si colgono qui le ragioni minute di sequenze che vanno dall’identico al multiplo attraverso gli stadi intermedi che descrivono, a migliaia, tale gesto litografico”.

Picasso è il protagonista indiscusso dell’arte del XX secolo e ne ha saputo incarnare lo spirito tumultuoso e innovatore. Nato nella città spagnola di Malaga nel 1881, dopo aver studiato arte a Barcellona, dove entrò nella Scuola di Belle Arti alla giovane età di tredici anni, e a Madrid, compì il suo primo viaggio a Parigi nel 1900, la città dove arte e cultura lo influenzarono enormemente tanto da lasciarne il segno in tutta la sua produzione. Al momento della sua morte, avvenuta a Mougins nel Sud della Francia nel 1973, aveva dato vita a oltre 50.000 opere con diversi linguaggi e mezzi artistici, in un susseguirsi di svolte epocali e mutamenti stilistici, testimonianze sorprendenti della vita privata, dell’impegno civile e politico e della recherche di un artista inesauribile.