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Esperimento LDX

Si può produrre energia da fusione nucleare imitando i campi magnetici dei pianeti?
Conferenza di Mauro Arpino; martedì 19 febbraio 2008 - ore 21:00

Procuratevi un chilometro e mezzo di cavo elettrico di materiale superconduttore e avvolgetelo 700 volte su un anello di circa un metro di diametro. Mettete l'anello superconduttore, del peso di circa mezza tonnellata, dentro una camera a vuoto di 5 metri di diametro. Adesso raffreddate l'avvolgimento a 270° centigradi sottozero, mandateci dentro una corrente di un milione e mezzo di Ampere e fatelo levitare con un potente campo magnetico in mezzo alla camera. Spruzzate un po' di Deuterio (è un tipo particolare di Idrogeno e lo troverete facilmente nell'acqua) e riscaldate il gas finchè le particelle di Deuterio cominciano a reagire tra loro in reazioni di fusione nucleare. I neutroni che si ottengono andranno a urtare contro la parete della camera a vuoto. Asportate il calore e azionate con esso una comune turbina producendo infine energia elettrica.

Questa è la ricetta che stanno seguendo all'M.I.T. e in ciò consiste il "Levitated Dipole eXperiment" (LDX). Naturalmente LDX non è nè il primo, nè l'unico esperimento che si propone di ottenere energia da fusione - cioè l'energia che fa splendere le stelle - ma, a differenza di altre strade percorse negli ultimi 50 anni, sembra una via molto diretta che non implica lo sviluppo di tecnologie al momento inesistenti. Si tratta di un esperimento che si discosta notevolmente dagli altri e dai costi assai contenuti. L'idea dell'LDX venne suggerita da alcune osservazioni compiute dalle sonde spaziali che esploravano i campi magnetici - le magnetosfere - che circondano pianeti come Giove e Urano e le particelle là intrappolate.

Ma LDX è davvero la "pietra filosofale" capace di trasformare l'acqua in energia nucleare senza la produzione di scorie radioattive? Sarà davvero un anello levitante nel vuoto che imita i campi magnetici planetari, l'asso nella manica che abbiamo per contrastare il riscaldamento globale riducendo drasticamente, e alla svelta, le emissioni dei combustibili convenzionali?

Il Planetario si propone di portare a conoscenza del pubblico questo esperimento dalle incalcolabili potenzialità con l'intenzione di contribuire al dibattito sulle fonti di energia per il nostro Paese.

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Tariffe

Biglietto intero: 3,00 Euro

Biglietto ridotto: 1,50 Euro (fino a 18 anni e oltre i 60 anni)

Da ricordare

  • A conferenza iniziata non è consentito l'ingresso.
  • Le conferenze hanno generalmente una durata di circa un'ora.



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