Virus, nelle carceri lombardo-venete stop ai colloqui

Fermo, Redattore sociale, 4 marzo 2020

Sindacati: telefonate libere

Dal 2 marzo 2020 nelle carceri lombarde e venete sono sospesi i colloqui. I detenuti possono parlare con i parenti solo telefonicamente o via Skype.
E’ quanto prevede il decreto legge n. 9 emanato dal governo Conte "Misure urgenti di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da Covid-19".
L'art. 10 comma 14 stabilisce, infatti, che "fino alla data del 31 marzo 2020 i colloqui con i congiunti o con altre  persone cui hanno diritto i condannati, gli internati e gli imputati sono svolti a distanza, mediante, ove possibile, apparecchiature e collegamenti di cui dispone l'Amministrazione penitenziaria e minorile o mediante  corrispondenza telefonica".
I direttori possono autorizzare per ogni detenuto più colloqui telefonici. Invece, di solito è una sola telefonata alla settimana di dieci minuti.
La sospensione dei colloqui in carcere è limitata a Lombardia e Veneto, perché sono le Regioni in cui sono stati scoperti i primi e principali focolai dell'epidemia. In Lombardia c'è la “zona rossa” che comprende i 10 Comuni dell'area di Codogno, mentre in Veneto il Comune di Vo'.
Nelle altre regioni i colloqui in carcere sono invece ancora autorizzati.
Finora, nelle carceri milanesi (Opera, Bollate, San Vittore e il minorile Beccaria) i colloqui si erano svolti adottando precauzioni per evitare contagi. Quindi per i detenuti era possibile ricevere la visita di una sola persona per volta. "Era una buona prassi che stava funzionando bene - racconta Francesco Maisto, Garante dei diritti dei detenuti del Comune di Milano - ora con il nuovo Decreto legge si ha una regressione".
Nel carcere di Opera, tra l'altro, è stata concessa solo una telefonata in più alla settimana, di dieci minuti. Così si ovvia alla interruzione degli affetti? “Bisogna con assoluta urgenza liberalizzare le telefonate e rendere operative le conversazioni via Skype", aggiunge il Garante.
La relativa buona notizia è che al Beccaria da ieri (3 marzo 2020 ndr) è possibile effettuare i colloqui via Skype.
"Nelle carceri i detenuti sono più preoccupati per i propri familiari fuori che per se stessi - aggiunge Maisto - per questo bisogna allargare le possibilità di fare telefonate".
Intanto all'interno degli Istituti penitenziari milanesi i detenuti stanno partecipando a incontri con infettivologi che spiegano cos'è il Coronavirus e quali misure di igiene ciascuno deve adottare per prevenire il contagio.
 

Aggiornato il: 07/04/2020