Vaccini AstraZeneca alle carceri

Roma (Repubblica - Alessandra Ziniti), 4 febbraio 2021

Professori e operatori scolastici, forze dell'ordine e militari, guardie carcerarie e detenuti

Dalla prossima settimana, via ai vaccini agli under 55 di queste categorie, a cui andrà il vaccino di AstraZeneca che - tra lunedì 8 e domenica 21 febbraio 2021 - consegnerà il primo milione di dosi; Pfizer e Moderna, invece, verranno riservati agli over 80 e alle persone fragili e ad alta vulnerabilità che le Regioni cominceranno a vaccinare, in ordine sparso, dalla prossima settimana con le dosi distribuite non più in base alla popolazione residente, ma in proporzione agli anziani da mettere in sicurezza.
Questo il nuovo piano vaccini (14 milioni di dosi in tre mesi) rimodulato dal governo, d'accordo con i governatori; ma a chi spetterà prendere la decisione? Ai ministri uscenti o al nuovo governo? Con le dosi su cui si dovrebbe poter contare ( 14 milioni in arrivo da oggi ad aprile 2021) il governo punta a immunizzare altri sette milioni di italiani oltre ai 2 milioni della Fase 1: dopo medici, operatori sanitari e ospiti delle Rsa, l'obiettivo del nuovo piano è quello di mettere in sicurezza i quattro milioni e mezzo di over 80, i disabili e le persone affette da gravi patologie, che dovranno dividersi le fiale di Pfizer e Moderna; paradossalmente potrebbero arrivare prima i più giovani - tra insegnanti, operatori della scuola, forze dell'ordine e militari, guardie carcerarie e detenuti - per loro ci sono - fino a giugno 2021 - 4,4 milioni di dosi AstraZeneca, mentre le persone tra i 55 e i 65 anni dovranno mettersi in coda per Pfizer e Moderna.
"Il tetto anagrafico di AstraZeneca potrebbe essere superato in futuro, dopo ulteriori valutazioni scientifiche - ha detto il ministro Speranza - e sul vaccino russo non dobbiamo avere timori delle origini, quello che per noi è importante è il passaggio in Ema".
"L'accordo raggiunto con le Regioni è molto importante - ha detto il ministro Boccia - la crisi non pregiudicherà il lavoro finora fatto"; l'obiettivo delle Regioni, per, è quello di partecipare al sostegno dello Spallanzani per avviare subito la produzione del vaccino italiano: "Il commissario Arcuri - spiega il governatore dell'Abruzzo, Marsilio - ci farà sapere tempi e costi dell'operazione".
Inoltre, per la realizzazione delle contestate 'primule' (i padiglioni vaccinali, ndr), le Regioni hanno già dato la disponibilità di 2.300 punti pronti ad aprire per la campagna di massa: teatri, fiere, palasport e centri culturali.
Infine, alcune centinaia di medici e di infermieri, selezionati dal Commissario per l'emergenza, sono già stati inviati nelle Asp per rafforzare le squadre di vaccinatori, ma la svolta è nell'accordo-quadro nazionale per l'utilizzo dei medici di famiglia.

Aggiornato il: 04/02/2021