Su il sipario del cinema oltre le sbarre

Milano, Il Giorno, 18 settembre 2019

A Bollate la sala del carcere aperta a tutti

Film dal carcere e film in carcere.
Succede a Bollate, nell'Istituto di pena all'avanguardia per i progetti di recupero e di reinserimento dei detenuti, al cinema Anteo di Milano, è stato proiettato in anteprima il film "Pugni Chiusi", che racconta l'omonimo progetto ideato e avviato nel carcere dal 2016: insegnare la boxe ai detenuti. Stasera, alle 20, invece, verrà inaugurata la sala cinematografica dell'Istituto, aperta al pubblico.
E una delle novità della 'Movie Week' promossa dall'associazione 'Fuoricinema'. Il grande schermo ha trovato posto nella sala teatro che è stata restaurata grazie a una raccolti fondi e a un finanziamento dell'Amministrazione penitenziaria.
"Il lavoro è stato effettuato da personale sia interno sia esterno al carcere: tutti si sono prodigati a titolo di volontariato per realizzare la sala e far prendere corpo a quella che fino a poco tempo prima era solo un'idea - dichiara la direttrice, Cosima Buccoliero - l'obiettivo è quello di aprire il carcere alla città, nella speranza che la sala venga usata, con le dovute precauzioni, per proiezioni cinematografiche aperte al pubblico e per diffondere la cultura del cinema tra i detenuti".
Si inizia con l'anteprima di "Tutto il mio folle amore" di Gabriele Salvatores. "La sala prima di tutto sarà dei detenuti, conclude la Buccoliero, diventerà un luogo creativo di scambio con la città".
Insomma i detenuti protagonisti nell'organizzazione degli eventi e delle proiezioni; alla serata erano presenti Lionello Ceni, anima dell'Anteo, il sindaco di Milano, Beppe Sala, l'assessore alla Cultura, Filippo Del Corno e il Garante dei diritti delle persone private della libertà del Comune,  Francesco Maisto.
Per un grande schermo che entra in carcere, c'è anche una pellicola che esce, quella che racconta il progetto "Pugni chiusi" che dopo l'anteprima all'Anteo arriverà anche su Infinity. "Mi piacerebbe che diventasse un manifesto per le tante iniziative volte al reinserimento dei detenuti nella società, dice il regista Alessandro Best. 

Aggiornato il: 07/04/2020