Spostare il carcere di San Vittore

Milano (milanotoday), 9 settembre 2021

Oppure tenerlo visibile in centro città?

Chiudere il carcere di San Vittore e trasferirlo fuori dal centro di Milano, è una delle proposte contenute nel programma elettorale del candidato sindaco del Centro-destra.
Il primo motivo è che si tratta di una struttura inadeguata a ospitare tanti detenuti secondo gli standard moderni di civiltà; il secondo è che si tratta di un'area di pregio nel centro della città: "Chiudere e trasferire il carcere può rappresentare una grande occasione di riqualificazione di un quartiere cittadino - si legge nel programma - spazi per esposizioni artistiche temporanee, sede di raccolte fotografiche di enti o istituzioni milanesi, piuttosto che uno spazio dove esporre le tante opere d'arte che giacciono nei depositi dei musei milanesi", oppure renderla sede di strutture culturali come la Biblioteca europea, la cui sede avrebbe dovuto essere al CityLife, ma che non fu mai realizzata; quindi: cultura, mostre o un museo al posto del carcere, conservando la struttura (del 1879) e abbellendola con un parco pubblico intorno.
L'idea di trasferire il carcere è ricorrente in ogni campagna elettorale a Milano, ma tutte le volte divide anziché unire: c'è una serie di ragioni a favore del mantenimento della struttura penitenziaria nel centro cittadino; infatti, per i Radicali "il carcere deve restare parte integrante della città, a prescindere dagli interventi sul quartiere, quella del Centro-destra è una proposta senza prospettiva, perché nulla dice sui luoghi prescelti per andare a creare una nuova Casa circondariale (né Opera né Bollate potrebbero mai diventare); al contrario, recuperando i due reparti ancora chiusi di San Vittore si risolverebbe anche il problema del sovraffollamento".
Secondo l'ex direttore del carcere (candidato tra la lista radicale), "il carcere deve restare parte integrante della città, perché parte integrante della società sono le persone detenute che nella città dovranno potersi reinserire al meglio, anche per ridurre il rischio di recidiva; l'idea del carcere nel mezzo alla città, integrato nel proprio quartiere, è importantissima, anche per non sottrarre alla coscienza collettiva un luogo di sofferenza, ma anche di recupero delle persone che hanno commesso un reato".
Certo, le condizioni attuali di San Vittore non sono ideali, soprattutto perché i due reparti chiusi, attendono l'avvio dei lavori di ristrutturazione: "La popolazione detenuta non può essere perennemente superiore ai posti letto disponibili - concludono i Radicali - altrimenti si perde il senso di un carcere vivibile; situazione ancor più drammatica se si pensa che San Vittore ospita per la maggior parte detenuti in attesa di giudizio, quindi, presunti non colpevoli".

Aggiornato il: 09/09/2021