Sì ai domiciliari alle detenute madri

Milano (Sole 24 Ore - Patrizia Maciocchi), 5 giugno 2020

Anche se ci sono precedenti e la pena residua è oltre il tetto

Roma, Corte di cassazione - Sezione I - Sentenza 4 giugno 2020 n. 16945. Domiciliari, per la donna con figli di età inferiore ai 10 anni, anche se ha molti precedenti per furto aggravato e il rischio di recidiva, e non importa neppure che la pena residua sia superiore ai 4 anni.
La Corte annulla, quindi, l'ordinanza con la quale era stata respinta la domanda di detenzione domiciliare, misura concessa alla donna per tre anni ma revocata quando la sua condanna per furto aggravato era diventata definitiva. Alla base del no, malgrado la presenza di figli con un'età inferiore ai 10 anni, uno dei quali aveva appena compiuto i tre, i numerosi precedenti per furto aggravato. Un crimine che l'imputata, aveva continuato a commettere anche quando era incinta, usando anzi il suo stato, per evitare il carcere. Per i giudici del riesame era alto anche il rischio di recidiva e poco adatto il luogo per la detenzione domiciliare nel quale la ricorrente viveva con il compagno, anche lui con un discreto curriculum penale. La Cassazione si muove, però, sulla scia della giurisprudenza della Consulta, affermando la necessità di bilanciare i dati con l'interesse all'unità del nucleo familiare, rilevante ai fini dello sviluppo della personalità del minore al quale la norma (art. 47 quinquies dell'Ordinamento penitenziario) è finalizzata.
 

Aggiornato il: 05/06/2020