San Vittore, meno 200 detenuti in un mese

Milano (Giorno - Mario Consani), 11 aprile 2020

Il Garante regionale, Carlo Lio nella Casa circondariale

Ora sono 825 i detenuti a San Vittore: duecento meno di un mese fa, ma sempre troppi.
Perché se a fine febbraio (dati del ministero della Giustizia) erano addirittura 1.029 a fronte dei 799 posti letto regolamentari, mentre ora quelli rimasti sarebbero in linea con la capienza, è anche vero che nel frattempo sono diminuiti i posti letto, dopo che un Raggio è divenuto inagibile a seguito alla rivolta violenta del 9 marzo 2020.
Nel sovraffollamento ancora reale, dunque, i detenuti in cura, contagiati dal Coronavirus a San Vittore sono 6 e 14 gli agenti penitenziari sui circa 350 che ogni giorno vanno dentro e fuori dalla Casa circondariale. Altri 27 detenuti e 32 agenti sono in isolamento.
In questa realtà, ancora fortemente a rischio, è entrato ieri mattina il Garante per i diritti dei detenuti della Lombardia, Carlo Lio accolto dal direttore, Giacinto Siciliano e nello spazio della Rotonda dalla rappresentanza di una quindicina di detenuti che aveva chiesto di poterlo incontrare.
Nei loro discorsi, dopo la protesta di marzo che però aveva riguardato una minoranza dei reclusi, la constatazione di come le norme contenute nel decreto legge 'Cura Italia' abbiano di fatto inciso pochissimo sul numero delle scarcerazioni rese possibili solo da una pena residua da scontare non superiore ai 18 mesi. E fra l'altro, su molti di coloro che potrebbero godere del beneficio pende l'incognita dell'assenza di una dimora dove scontare i domiciliari, non concedibili in caso contrario.
Per questo, riferisce il Garante regionale, i detenuti hanno molto apprezzato l'impegno della  presidente del Tribunale di sorveglianza, Giovanna Di Rosa sia nell'appello per la ricerca di alloggi da destinare ai detenuti in uscita, sia per l'invito alle procure accolto dal capo della Procura milanese, Francesco Greco a limitare ai casi veramente indispensabili, azioni violente e reati contro soggetti deboli, arresti e ordini di custodia e di carcerazione.
Ogni nuovo ingresso in cella, infatti, rappresenta un pericolo di contagio e occasione di disagio diffuso per il fatto che gli ultimi arrivati devono essere, comunque, isolati a evitare il peggio, nonostante gli spazi già ristretti.
Comunque sia, tra giovedì scorso e ieri (lunedì 13 aprile, ndr), sono stati ben 11 i nuovi arrestati condotti a San Vittore. 

Aggiornato il: 17/06/2020