Opera, non può più parlare da tre anni

Roma (ildubbio - Damiano Aliprandi), 22 gennaio 2021

Smarrita in carcere la cannula fonatoria

Il 28 novembre 2018 durante il trasferimento dall'ospedale San Paolo di Milano al carcere di Opera, si è perso il fondamentale presidio sanitario: così un detenuto non parla da tre anni, perché dopo una operazione al tumore è rimasto senza la cannula fonatoria.
Una vicenda che Rita Bernardini ha appreso dalla lettera del detenuto, nella quale racconta dettagliatamente tutte le vicissitudini, che il deputato Roberto Giachetti ha fatto sua con una interrogazione parlamentare rivolta al ministro della Giustizia e a quello della Salute. Nella interrogazione, a risposta scritta, Giachetti spiega che ha ricevuto la lettera di V.Z., detenuto presso il carcere di Opera "dopo essere stato operato a Foligno il 27 ottobre 2018 di un tumore maligno: l'intervento chirurgico ha comportato l'asportazione delle corde vocali e l'impianto di una protesi fonatoria tracheo-esofagea che, con poche sedute di logopedia, avrebbe dovuto consentirgli di poter parlare". Nella lettera, V.Z. scrive che il 28 novembre 2018 nel passaggio dall'ospedale San Paolo di Milano al carcere di Opera è stata smarrita la cannula fonatoria; il 18 luglio 2019 il detenuto ha avanzato al Dap la richiesta di trasferimento, perché presso il Servizio assistenza intensiva di Opera, dove si trova ristretto, non erano stati in grado di procurargli la valvola fonatoria e la cannula fonatoria fenestrata in lattice che serve per non far restringere il diametro dello stoma; però il 9 agosto 2019 il Dap ha respinto la richiesta di trasferimento, aderendo a quanto riferito dal dirigente sanitario; il detenuto, invece, sostiene di non aver mai ricevuto il kit fonatorio, tanto che il 5 agosto 2019 era stato portato all'ospedale Sacco per la perdita della valvola fonatoria e con la presenza di fistola tracheo-esofagea (la lettera descrive in modo dettagliato tutti i passaggi successivi, fino al momento della spedizione della lettera all'interrogante avvenuta il 27 dicembre 2020).
"Passaggi - osserva il deputato Giachetti nell'interrogazione, che comprendono le complicazioni e le sofferenze che ha dovuto sopportare V.Z., rese ancora più gravi dal ricovero per Coronavirus nel Covid-hub di San Vittore, durato 34 giorni; della sua condizione che ancor oggi lo vede impossibilitato a poter parlare V.Z. ha investito, oltre al Dap, anche la magistratura di Sorveglianza che ha accolto il suo reclamo".
Nonostante ciò, dalla lettera si evince che la direzione sanitaria di Opera, in due anni, non è stata in grado di prestare le cure e gli interventi necessari, per questo il deputato di Italia viva chiede ai ministri che "se quanto riferito in premessa, circa la vicenda della persona detenuta trovi conferma, se i ministri interrogati intendano verificare la fondatezza di quanto esposto e, nel caso, se intendano adottare iniziative, per quanto di loro competenza, in relazione alla condotta del responsabile sanitario del carcere, che dipende dalla Asl San Paolo di Milano, e a quali verifiche siano sottoposte le Asl in merito all'erogazione dei servizi sanitari all'interno degli Istituti penitenziari".

Aggiornato il: 25/01/2021