Niente visite di Ferragosto ai detenuti

Roma (Riformista - Gianpaolo Catanzariti e Riccardo Polidoro), 14 agosto 2020

I nuovi vertici Dap limitano a cinque strutture l'iniziativa Radicale

Anche quest'anno le Camere penali hanno aderito al 'Ferragosto in carcere', promosso dai radicali, ma stavolta sono state ammesse visite ispettive solo in 5 carceri su 198 (Bologna, Cagliari Uta, Napoli Poggioreale, Palermo Ucciardone e Tolmezzo).
Lo scorso anno l'Unione delle Camere penali e il suo 'Osservatorio sul carcere' avevano partecipato con straordinario entusiasmo all'iniziativa del Partito radicale.
Centinaia di avvocati penalisti, unitamente a militanti e dirigenti radicali, decine di parlamentari e garanti territoriali avevano dato luogo a una mobilitazione su vasta scala visitando, a cavallo del Ferragosto, circa 80 Istituti penitenziari, in 18 regioni italiane; una mobilitazione di grande valore civile che ha consentito di avere un quadro d'insieme del sistema penitenziario nazionale, smascherando l'ipocrita affermazione che in Italia non vi fosse sovraffollamento, una sanità penitenziaria carente, disagi e trattamenti detentivi disumani e degradanti.
Numerose le interrogazioni parlamentari al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede sulle gravi distorsioni riscontrate nelle numerose visite, dopo il flagello del Coronavirus, che ha messo a nudo le criticità strutturali e organizzative del pianeta carcere nazionale e che ha imposto una rigida chiusura agli accessi esterni al carcere (colloqui con familiari, avvocati e volontari) e la sospensione di tutte le attività trattamentali, in quei pochi carceri dove venivano tenute, dopo le rivolte, con la morte violenta di 13 detenuti, con un elevato numero di suicidi, ci saremmo aspettati una disponibilità rinnovata del Dap, invece ha autorizzato visite in carcere e in numero ridotto (due persone), in soli 5 Istituti penitenziari, una concessione che rende ancora più fosco il quadro già oscuro delle nostre prigioni.
Pur comprendendo le ragioni che hanno imposto la limitazione numerica delle delegazioni autorizzate alla visita, francamente non riusciamo davvero a darci una spiegazione razionale sulla scellerata decisione dei vertici del Dap di consentire le visite per il "Ferragosto in carcere" solo in 5 strutture, come se i restanti 193 fossero già contagiati dal virus e si temesse di diffonderlo all'esterno.
È davvero difficile comprendere una scelta così illogica, quanto scriteriata, che non aiuta il mondo carcerario a recuperare quella tranquillità già messa in discussione dalla privazione della libertà, dalla lontananza degli affetti familiari e che rischia di diffondere, tra i detenuti e i detenenti un virus ancora più violento e mortale del 'Covid-19': l'indifferenza e il silenzio verso un mondo posto al di là dei confini della nostra civiltà.
Eppure l'Oms, nelle linee guida appositamente predisposte per affrontare il pericolo contagio del Coronavirus nelle carceri di tutta Europa, pur riconoscendo l'opportunità di limitare, temporaneamente e in via straordinaria, i contatti con il mondo esterno, ha segnalato i gravi rischi che l'isolamento prolungato possa comportare in termini di violazione dei diritti umani, ammonendo tutti i governi a non utilizzare il rischio epidemiologico per opporsi "all'ispezione esterna delle carceri e degli altri luoghi di detenzione".
Non siamo per nulla rassegnati dinanzi a queste restrittive decisioni del Dap e siamo mobilitati per procedere a una campagna massiccia di visite, in numero non superiore a 2 persone, negli Istituti penitenziari di tutta Italia a partire da settembre 2020, convinti che il carcere non possa essere il cimitero dei vivi.