Nelle carceri cittadine è di nuovo sovraffollamento

Fermo (Redattore Sociale - Dario Paladini), 30 giugno 2020

Allarme lanciato dal Garante comunale, Francesco Maisto
 
L'ingresso di nuovi detenuti ha riportato la situazione a livelli di allarme.
Questa è la situazione verificata dal Garante dei detenuti di Milano, Francesco Maisto: "Per l'emergenza 'Covid-19' ci sono meno spazi".
Celle di nuovo affollate nelle carceri di Milano - in aprile e maggio 2020 - per l'emergenza Coronavirus, San Vittore, Bollate e Opera erano state alleggerite, permettendo a diversi detenuti di poter usufruire di misure alternative alla vita in cella.
Ma ora con i nuovi ingressi i numeri dei reclusi tornano a essere alti: a San Vittore sono 840 contro una capienza regolamentare di 745, a Bollate sono 1.142 su 1.251 posti letto e a Opera sono 1.250 su 918.
"Ora la situazione è più complessa, perché per l'emergenza 'Covid-19' sono stati riservati spazi tolti alla detenzione ordinaria", spiega Francesco Maisto, Garante dei detenuti di Milano, che oggi ha illustrato la situazione degli Istituti penali cittadini durante l'audizione alla Commissione carceri di Palazzo Marino.
Per esempio, San Vittore ha un reparto apposito per accogliere i malati 'Covid-19': un'eccellenza che ha limitato il contagio, ma che porta via inevitabilmente posti letto nel vecchio carcere e a Bollate ci sono celle di isolamento per i convalescenti.
"La situazione è quindi problematica - aggiunge Maisto- molti dei nuovi detenuti sono persone connotate da un forte disagio sociale, per evitare che finiscano in carcere si potrebbero applicare misure alternative già al momento del processo per direttissima, soprattutto per i tossico-dipendenti, ma il problema è che anche le comunità di accoglienza sono bloccate e non accettano nuovi ingressi per effetto delle misure regionali".

Aggiornato il: 30/06/2020