Monache di clausura e carcerate

Milano, Famiglia cristiana, 7 settembre 2021

Dietro le grate, l'anima

Fino al 19 settembre 2021 si svolgerà la mostra fotografica - a ingresso libero - "Il mondo dentro - Clausura e carcere".
L'autrice è entrata in tre monasteri di clausura e nel carcere di Bollate; un viaggio fotografico per documentare due mondi apparentemente lontani tra loro, ma per tanti aspetti molto simili e complementari: quello delle monache di clausura e quello delle detenute.
Monasteri e carceri sono il focus della mostra fotografica, a cura di Eliana Gagliardoni (inaugurata il 6 settembre 2021 nella basilica di san Carlo al corso).
Per la realizzazione di questo progetto - che ha richiesto oltre un anno di lavoro - Eliana Gagliardoni ha fotografato le monache di clausura di tre monasteri (due dell'ordine delle Benedettine e uno dell'ordine delle Carmelitane: a Milano il monastero di san Benedetto di via Bellotti, a San Giuliano milanese la comunità monastica delle Benedettine dell'abbazia di Viboldone e a Concenedo il monastero di santa Maria del monte Carmelo).
Pochissimi fotografi hanno avuto il permesso di entrare in un monastero per fotografare la clausura, la Gagliardoni è stata forse l'unica ad aver ottenuto questo privilegio grazie alla speciale concessione del Vicario episcopale della Diocesi di Milano; dopo aver ricevuto l'autorizzazione del ministero della Giustizia, la Gagliardoni è entrata anche nel carcere di Bollate, all'interno del quale ha ritratto solo donne detenute.
Dall'accostamento inedito tra queste due realtà è nata l'idea di dare vita alla mostra "Un mondo 'dentro' - Clausura e carcere", già proposta, a Milano, nel gennaio del 2020 nella basilica di sant'Ambrogio.
"Al di là di alte mura e finestre con sbarre che lo sguardo non può oltrepassare - spiega la fotografa - esistono realtà nascoste e vite che incuriosiscono, talvolta insospettiscono o generano opinioni pregiudizievoli, quante persone si sono chieste quale sia il senso di una vita da recluse? Monache di clausura e donne detenute, l'accostamento potrebbe sembrare una forzatura, ma la possibilità di una crescita interiore, sebbene parta e progredisca in contesti diversissimi e contrapposti, si rivela una grande occasione per entrambe; si tratta di due mondi apparentemente lontani, ma invisibilmente connessi da un potente strumento: la preghiera; le monache di clausura pregano, non solo per sé stesse, ma soprattutto per chi vive un regime detentivo, mantenendo spesso relazioni epistolari con uomini e donne recluse".
Alla Gagliardoni è stata concessa l'opportunità di conoscere tutte queste donne, di varcare le porte dei loro mondi e di condividere per qualche ora la loro esperienza; attraverso questo progetto (grazie alla collaborazione della Caritas ambrosiana e di don Marco Recalcati, cappellano del carcere di San Vittore), la fotografa ha potuto conoscere persone di grande levatura spirituale e persone che hanno sbagliato e stanno consapevolmente pagando per i propri errori.
"Le une e le altre - conclude l'autrice - mi hanno accolto con gentilezza, benevolenza e amicizia e a tutte loro, indistintamente, riservo la mia gratitudine".
Durante la mostra fotografica saranno in vendita sia le opere esposte sia dei cofanetti contenenti le fotografie più significative, intervallate da veline trasparenti con frasi di valore spirituale scritte dalle monache di clausura, che hanno partecipato e dato il loro personalissimo contributo alla realizzazione del progetto; al termine dell'esposizione, il ricavato della vendita sarà in parte devoluto a don Recalcati in favore di detenuti di San Vittore particolarmente bisognosi e delle loro famiglie che versano in condizioni di difficoltà.

Aggiornato il: 07/09/2021