La Psicologia penitenziaria si studia all'università

Milano (affaritaliani.it), 25 febbraio 2020

Alla Cattolica istituito il primo Master in Italia


Il Master in Psicologia penitenziaria è unico nel panorama formativo accademico nazionale, in collaborazione con il Provveditorato regionale della Lombardia. Una nuova offerta formativa all'università Cattolica del Sacro Cuore della città meneghina. In Italia non esistono altri percorsi formativi che preparano il corsista a svolgere il ruolo e le funzioni dello psicologo in ambito penitenziario.
Il programma didattico risulta improntato alla multi-disciplinarietà e sarà in grado di offrire la trasmissione del sapere, sia teorico sia pratico, da parte di professionisti impegnati sul campo ai più elevati livelli. Il piano didattico innovativo offre l'opportunità di uscire dall'aula e organizzare alcune lezioni direttamente presso il contesto d'interesse, ossia gli Istituti penitenziari. Ai sensi della normativa ministeriale i partecipanti saranno esonerati dall'obbligo di crediti Ecm per gli anni concomitanti alla frequentazione del Master che si configura come un percorso specifico per gli psicologi che intendono operare in ambito penitenziario.
Attraverso una formazione che prevede l'uso di percorsi integrati di apprendimento dati dall'alternanza di momenti teorici e di gruppo, esperienze sul campo, didattica on-line e così via, il Master si propone l'obiettivo di fornire un'articolata e ampia preparazione nell'ambito della Psicologia penitenziaria, con particolare attenzione allo sviluppo degli strumenti necessari per svolgere attività di valutazione, osservazione e trattamento dei detenuti; supportare gli operatori e programmare interventi di accompagnamento al cambiamento istituzionale; sviluppare nuove progettualità di intervento e di lavoro in èquipe.
Il Master in psicologia penitenziaria è realizzato in collaborazione con il Provveditorato regionale della Lombardia, al fine di garantire ai frequentanti la possibilità di esperire le differenti realtà penitenziarie.
Perché un Master in Psicologia penitenziaria e profili criminologici? Lo abbiamo chiesto alla direttrice del Master. Emanuela Saita.
"Sebbene la figura dello psicologo penitenziario (ex art. 80) sia, a oggi, solo tratteggiata, il contesto del carcere pone quotidianamente alla scienza psicologica articolate e complesse domande relative sia alla valutazione sia alle prospettive trattamentali del detenuto; vanno inoltre considerate le questioni inerenti il supporto agli operatori penitenziari; la peculiarità degli interventi psicologici entro la realtà intramuraria non autorizza a un uso generico della strumentazione psicologica, le caratteristiche di questa istituzione condizionano il soggetto sia sotto il profilo intra-psichico sia comportamentale e influenzano le dinamiche professionali di coloro che vi operano; piuttosto si rende necessario l'utilizzo di metodologie di intervento specifiche, cioè adatte alle problematicità della esperienza detentiva, ai moventi e alle azioni che hanno determinato tale esito, alla progettualità per il futuro entro e fuori dal carcere, ai ruoli e all'identità dei professionisti penitenziari; in questa ottica il Master in Psicologia penitenziaria e profili criminologici, nella sua prima edizione, si propone di selezionare e preparare professionisti di eccellenza che vogliono sviluppare le conoscenze e le abilità necessarie ad operare nell'ambito penitenziario".
Quali sono le maggiori criticità riscontrate nelle carceri italiane e qual è il compito di uno psicologo penitenziario?
"Le maggiori criticità riguardano i detenuti con disagio psichico e disturbi psichiatrici non diagnosticati; difficile includerli in attività trattamentali convenzionali".
Quali sono le problematiche maggiori riscontrate nei carcerati non italiani?
"I reclusi stranieri, soprattutto nord africani, presentano frequenti comportamenti auto-lesivi e un più elevato rischio suicidario, difficile da identificare e gestire se non parlano italiano".

Aggiornato il: 07/04/2020