La calura fa soffrire tutti, anche i detenuti

Milano, Repubblica, 8 luglio 2019

Il caldo rende più difficile la quotidianità in San Vittore

La calura fa soffrire tutti, soprattutto i più deboli. Ma se c'è un posto dove il fresco di un temporale si aspetta come una benedizione, questo è San Vittore. La vita in cella non è mai facile, e con il termometro a 37 gradi si complica ancora di più. Ci sono celle dove vivono in sei o sette, dove già normalmente c'è bisogno di molta pazienza nei rapporti con i compagni: turni in bagno e in cucina, tutti in piedi insieme non si sta né si passa fra una branda e l'altra, bucati da stendere eccetera.
Con il caldo micidiale di questi giorni la sofferenza e il nervosismo aumentano. E ogni contrattempo, in galera i contrattempi sono pane quotidiano, diventa un ostacolo. Per esempio: l'ascensore, che si usa solo per portare ai piani i carrelli dei pasti e la spesa, si ferma di frequente. A volte resta bloccato per un po'; ma comunque tocca portare a piedi per le scale i contenitori del cibo caldo, per quattro piani. Egli ostacoli possono essere di diversa natura. Si sospendono i colloqui la domenica pomeriggio. Le telefonate di dieci minuti non possono essere recuperate, se per caso dall'altra parte non risponde il familiare che si sta cercando.
Da qualche tempo esiste la possibilità di spedire e ricevere mail (ovviamente controllate per sicurezza, così come le telefonate), ma a prezzi stratosferici che molti non si possono permettere, sempre che la mail quel giorno funzioni. La spesa ha, per regolamento, i prezzi del più vicino supermercato. Ma se l'Esselunga di viale Papiniano ha delle offerte vantaggiose, non si può approfittarne. Possono sembrare cose da niente, ma non è così.
 

Aggiornato il: 07/04/2020