Il ministro Bonafede incontra i sindacati

Roma (ildubbio), 14 ottobre 2020

La Cgil chiede al governo 6mila assunzioni

"Sono stati fatti passi in avanti, ma c'è ancora molto da fare".
Con queste parole il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede si è rivolto ai rappresentanti delle sigle sindacali della Polizia penitenziaria che hanno partecipato all'incontro al ministero di via Arenula.
"È fondamentale - ha aggiunto Bonafede - aver recuperato il dialogo tra le parti, che deve sempre proseguire con rispetto reciproco e volontà di confronto, che può essere anche duro ma deve porsi l'obiettivo di migliorare a 360 gradi le condizioni di lavoro degli agenti penitenziari".
In precedenza i sindacati avevano esposto le principali criticità della categoria, tra queste sono state sottolineate con maggior forza la carenza degli organici, il rinnovo del contratto nazionale, il problema delle aggressioni agli agenti, l'omogeneità rispetto al trattamento delle altre forze di Polizia, le condizioni degli Istituti penitenziari, il trattamento dei detenuti con disagio psichico e il ritorno della sanità penitenziaria all'interno delle carceri.
Dai rappresentanti sindacali era arrivato anche l'apprezzamento per alcuni provvedimenti fortemente voluti dal ministro, come la creazione del reato di introduzione di telefonini nelle carceri.
Rispondendo alla sollecitazione sulla messa a punto di un protocollo 'Covid-19', il capo del Dap, Bernardo Petralia ha assicurato che sul tema c'è la massima disponibilità del Dipartimento, in quanto "sul protocollo si gioca una buona parte della serenità con cui lavorano le donne e gli uomini della Polizia penitenziaria".
Gemma Tuccillo, capo del Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità, ha dichiarato che "la Polizia penitenziaria è fondamentale non solo all'interno degli Istituti penitenziari ma anche per la buona riuscita delle misure alternative alla detenzione".
"Abbiamo chiesto al ministro Bonafede di garantire nella prossima legge di stabilità - ha aggiunto la Fp Cgil - le risorse necessarie per affrontare tre questioni che da troppo tempo impediscono agli agenti penitenziari di lavorare in condizioni dignitose: un piano straordinario di 6mila nuove assunzioni, il rinnovo del contratto e la sicurezza sui luoghi di lavoro la pianta organica della Polizia penitenziaria prevede 41.595 unità, ma in servizio ce ne sono solo 37.247 quindi, considerando che da qui a un anno andranno in pensione circa 1.500 persone, dobbiamo assumere immediatamente almeno 6.000 poliziotti e per trovare le risorse necessarie Bonafede dovrà spendersi in prima persona all'interno del Consiglio dei ministri; così come si dovranno trovare le risorse per garantire un rinnovo dignitoso del contratto di lavoro, considerato che quelle previste dal Def non sono assolutamente sufficienti per questioni importanti come l'avvio della previdenza complementare e le politiche di genere, le misure di contrasto al fenomeno crescente dei suicidi e delle aggressioni subite dal personale, e per garantire maggior sicurezza sui luoghi di lavoro con la ristrutturazione delle carceri".

Aggiornato il: 15/10/2020