Il Covid e la rivolta in carcere

Milano (Giorno - Andrea Gianni), 26 febbraio 2021

Condannati 17 detenuti

Pene tra 4 mesi e 2 anni e mezzo per i disordini scoppiati a Opera nel marzo 2020 dopo la sospensione dei colloqui.
Sono arrivate le prime sentenze, nella serie di procedimenti aperti dopo le rivolte scoppiate nella prima fase dell'emergenza sanitaria nelle carceri lombarde, sfociate in disordini e devastazioni.
Dodici condanne con rito abbreviato e cinque patteggiamenti per i 17 imputati, accusati a vario titolo di resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento e incendio; sono stati condannati a pene tra un anno e 8 mesi e 2 anni e 6 mesi i tre imputati accusati anche di incendio, mentre per gli altri pene tra 1 anno e 2 mesi e 1 anno, e 1 mese e 4 mesi per il detenuto imputato solo per danneggiamento.
Lo ha deciso il gup di Milano, Daniela Cardamone, a seguito dell'inchiesta coordinata dal capo del pool anti-terrorismo di Milano, Alberto Nobili e dal pm Enrico Pavone; il giudice ha anche mandato a processo altri quattro detenuti con prima udienza fissata per l'11 maggio 2021. Le indagini, condotte dalla polizia penitenziaria, avevano portato inizialmente a 92 denunce e, dopo la chiusura delle indagini a luglio scorso, era arrivata la richiesta di processo per 22 (una posizione è stata poi stralciata).
Tra le contestazioni a carico di alcuni detenuti anche quelle di aver tentato "di sfondare" un cancello di una sezione del carcere e di aver "minacciato di morte" alcuni agenti della Polizia penitenziaria: i detenuti il 9 marzo 2020 avrebbero anche provocato "un incendio" dando fuoco a materassi, distruggendo sedie e tavoli.
In quei giorni di emergenza Coronavirus varie rivolte erano scoppiate in diverse carceri italiane. 

Aggiornato il: 26/02/2021