Il coro di San Vittore al Teatro della Scala

Milano (Corriere della Sera - Bruno Delfino e Nicola Saldutti), 9 aprile 2019

Prove al Terzo Raggio sulle note del Nabucco di Verdi

Prove il martedì pomeriggio a San Vittore - Terzo Raggio. Volontari della Nave - Reparto di trattamento avanzato per la cura di detenuti con problemi di dipendenza. Ieri mattina l'ingresso lento, emozionato ed emozionante sul palco del teatro più importante del mondo: la Scala. I detenuti di San Vittore sono 13, mescolati con loro ci sono i coristi della Scala che il sabato precedente hanno provato a lungo con l'acustica e il rimbombo che può dare un carcere per la musica.
Sono schierati su due file. Ci sono Gianluigi, Ervis, Alessandro, Michele, Adriano, Cristian, Beniamino, Orion, Jalal, Vincenzo, Lorenzo, Henoc e Samuel. A dirigerli Paolo Foschini, uno dei colleghi, della squadra di Buone Notizie. E' lui il direttore del coro, è lui che con la spinta del direttore del carcere, Giacinto Siciliano e con la disponibilità di Graziella Bertelli e Riccardo Gatti dell'equipe della Asst Santi Paolo e Carlo, e con l'aiuto della Scala, è riuscito a realizzare questa impresa voluta dalla fondazione Cariplo. Disposti su due file, si entra in scena. E partono le parole del Nabucco. "Va pensiero sull'ali dorate". Sono i versi del popolo d'Israele prigioniero di Babilonia. E' la prima volta che a cantare quell'aria c'è chi quella condizione la vive. Davvero.
Alle prove del coro, in queste settimane, hanno partecipato tutti, anche i detenuti che sapevano di non aver potuto ricevere il permesso dei magistrati. A quelle prove e dunque in questo momento, sul palco sono tutti a cantare. Anche loro. Si sentono le voci dei coristi, il basso, i baritoni, i soprano e quelle di chi il canto lo ha scoperto in attesa di giudizio.
Nel pubblico c'è Luigi Pagano, aveva cominciato lui ad aprire San Vittore a queste iniziative. La Scala è luogo di ripartenze, come quando Arturo Toscanini la diresse dopo la guerra. E le voci del coro, tra cui anche quelle di noi volontari, aprono anche questa possibilità. C'è sorpresa, stupore, meraviglia, commozione dentro le voci del coro. Voci di dentro. E quando l'applauso non si ferma, il miracolo della libertà della musica è compiuto. Escono salutando i loro cari, che dai palchi agitano fazzoletti. E' il tentativo della seconda possibilità, offerta questa volta dalla musica di Verdi.

Aggiornato il: 07/04/2020