Il carcere minorile per ora è Covid-free

Milano (agenziadire - Nicolò Rubeis), 2 marzo 2021

Proseguono Didattica a distanza e alcune attività

L'Ipm Beccaria ha avuto solo due falsi positivi e sta continuando con colloqui, lezioni e momenti ricreativi.
"La criticità maggiore che riscontriamo nel carcere minorile Beccaria è legata ai ritardi del sistema sanitario relativi ai disagi psicologici, spesso connessi alla dipendenza da sostanze stupefacenti: è su questi interventi, preclusi dalla mancanza di adeguati supporti terapeutici, che dobbiamo lavorare".
L'allarme viene lanciato - durante la commissione Carceri-Pene-Restrizioni del Comune di Milano - da Maria Carla Gatto, presidente del Tribunale dei minori di Milano.
"Per il resto l'istituto, che al momento ospita 29 ragazzi (la metà di questi appellati o imputati) - sottolinea la direttrice del carcere minorile e del carcere di Bollate, Cosima Buccoliero - ha retto bene all'urto della pandemia, non abbiamo registrato troppi problemi, né casi di contagio, se non per due falsi positivi e un numero ridotto di persone che hanno contratto il 'Covid-19' tra il personale".
Gli accorgimenti più importanti, l'istituto ha dovuto prenderli dal punto di vista della logistica: infatti, sono ancora due le stanze destinate all'isolamento di eventuali positivi: "Abbiamo dovuto bilanciare le esigenze di tutela della salute con la necessità di mantenere un minimo di attività all'interno del carcere minorile - prosegue la Buccoliero - e nel periodo più duro dell'emergenza sanitaria abbiamo subito attivato, per esempio, le lezioni scolastiche da remoto".
La scuola, anche grazie all'utilizzo di tablet arrivati al minorile, è proseguita senza mai interrompersi, così come i colloqui in presenza tra i ragazzi e i familiari, "ma ci siamo organizzati - sottolinea la direttrice - anche per quelli da remoto"; non si sono mai fermate nemmeno le altre attività, come i laboratori di musica, di cinema e di teatro.
Intanto, proseguono i lavori di ristrutturazione del Beccaria che lo porterà a una capienza massima, a regime, di 60-70 giovani detenuti, come ha annunciato Francesca Perrini, dirigente del Centro lombardo per la giustizia minorile, con la speranza "di non dover mai arrivare a quelle cifre di presenze registrate", ha dichiarato.

Aggiornato il: 03/03/2021