I detenuti-ciclisti di Bollate

Milano (Gazzetta dello Sport - Gian Luca Pasini), 5 febbraio 2020

Il sogno di un mini velodromo

L'ipotesi più realistica e vicina è quella di creare all'interno del carcere un gruppo di detenuti-ciclisti che, in un tempo non troppo lontano (a fine maggio 2020), possano fare un'uscita fino a Parma, assieme al gruppo di guardie carcerarie, già presente all'interno della struttura carceraria.
Fantasport? No, è un'idea nata all'interno del Politecnico di Milano (uno dei 7 progetti premiati da 'Polisocial 2019': idee con un soggetto sportivo e con finalità sociali).
"Si chiama 'A Chance Through Sport' - spiega il professore Andrea Di Franco, uno degli ideatori - che da diversi anni ormai ha avviato, come Università, una serie di studi all'interno del carcere legati agli spazi, ma anche alla qualità della vita dei detenuti e della Polizia penitenziaria che condivide i medesimi luoghi".
"Questo è il primo studio che riguarda lo sport fatto dal Politecnico con il quale abbiamo ottenuto questo riconoscimento, ora però lo vogliamo tradurre in qualcosa di concreto e reale", aggiunge Di Franco, che lavora in pool con altri studiosi dell'Università milanese già impegnati nel recupero di aree urbane della città.
"Per la popolazione carceraria la cura del fisico è l'ultima barriera, l'ultima difesa, e quella del ciclismo può essere una pratica molto interessante da sviluppare all'interno di un carcere, come Bollate che ha spazi adatti su cui lavorare. In questo progetto - continua il professore - abbiamo trovato già alcuni compagni di viaggio e altri ne vogliamo aggregare, per esempio lo studio legale 'Bonelli Erede' di Milano che, ha al suo interno un gruppo di fan delle due ruote, e che ci è stato subito vicino e a loro volta hanno costituito un gruppo sportivo che si chiama 'Amici di Davide Cassani'; proprio grazie a loro, il c.t. della Italbici è diventato nostro testimonial e ha dato la sua disponibilità ad accompagnarci nella pedalata da Milano a Parma, con detenuti e guardie carcerarie".
"Abbiamo già ottenuto il supporto del Comune di Milano, con l'assessore allo Sport, Roberta Guaineri - termina Di Franco - e anche l'appoggio dell'olimpionico Antonio Rossi, ma noi vogliamo andare oltre, perché il senso è quello di lasciare qualcosa che possa essere più duraturo, come una pista, non un vero e proprio velodromo, ma qualcosa che possa assomigliarci; prima però, vorremmo recuperare a Bollate uno spazio per gli allenamenti da fermi, con cyclette o rulli affinché si possano organizzare nei prossimi mesi allenamenti continuativi; Mapei e la casa di produzioni Dude sono già al nostro fianco, ma stiamo cercando altri partner perché questo sogno diventi realtà e si possa ingrandire ancora di più".