Grazie di tutto

Milano (Progetto Axè Italia), 15 settembre 2021

L’arte è educazione

"Ci ha lasciato Cesare de Florio La Rocca, una vita spesa per le bambine e i bambini, a Salvador de Bahia e in Italia. Ciao, Cesare e grazie per tutto quello che hai fatto. La Rocca può essere considerato il padre dell’Arteducazione, una metodologia di riscatto di bambini in situazione di rischio che li risveglia attraverso l’estetica”.
Così recita la motivazione del premio consegnato nel 2012 a Cesare de Florio La Rocca dai Transformadores (Trip).
Fiorentino di nascita, avvocato in Brasile e in Italia, Cesare de Florio La Rocca ha sulle spalle 53 anni di Brasile, ha lavorato in Amazzonia, nelle favelas della città di Manaus (di cui è cittadino onorario ) e negli anni 1980 si trasferisce a Rio de Janeiro, però a causa della dittatura è costretto a tornare in Italia, a Milano, dove lavora per otto mesi nel carcere Beccaria con il ruolo di coordinatore tecnico dell’Area educativa.
Torna a Brasilia, dove assume l’incarico di rappresentante dell’Unicef per il Brasile e, sul finire degli anni ottanta, stanco di un certo immobilismo delle organizzazioni internazionali, decide di abbandonare la carriera diplomatica per inseguire un sogno: dare una educazione di alta qualità ai figli e alle figlie delle classi più popolari della società brasiliana.
Come lui ama sintetizzare: “Dare la migliore educazione ai più poveri”.
Si trasferisce a Salvador di Bahia (“la Roma negra”) e il 1 giugno del 1990 - in una stagione di grande fermento politico-sociale per il Brasile: sono gli anni del ritorno della democrazia - fonda il “Progetto Axé - Centro di difesa e protezione del bambino e dell’adolescente”.
In 30 anni di attività sono più di 27mila i bambini che sono entrati in Axé (l’87% non è più tornato alla vita di strada).

Aggiornato il: 21/09/2021