Favorire l'affidamento dei detenuti malati

Milano, Sole 24 Ore, 14 marzo 2020

Pronte le Linee guida per le misure alternative

Sono pronte le Linee guida per la "formulazione di programmi terapeutici provvisori domiciliari" e, se possibile, anche in comunità, per i detenuti delle carceri milanesi e per il "relativo controllo sul territorio", data "l'emergenza sanitaria determinata dal Coronavirus e dai successivi disordini verificatisi all'interno degli istituti". Lo si legge in un documento che ha fissato le procedure per concedere, valutate una serie di condizioni, gli affidamenti ai detenuti, redatto dal Tribunale di sorveglianza di Milano e dalla direzione del Sert di Medicina penitenziaria.
Nei giorni scorsi, quando era esplosa una rivolta a San Vittore, il presidente della Sorveglianza, Giovanna Di Rosa aveva spiegato che il Tribunale si era attivato per "liberare" le carceri "il più possibile" e, visto il problema di sovraffollamento acuito dall'emergenza sanitaria, aveva avviato "intese con il Sert per potenziare gli affidamenti terapeutici e le misure alternative". Tra i punti delle linee guida la valutazione "accurata" delle condizioni di salute dei detenuti: con "patologie simil-influenzali" non si può "accedere al programma" di affidamento.
"Quanto predisposto nelle sintetiche linee guida - si legge nel documento - tiene in considerazione l'eccezionale momento di emergenza sanitaria e le problematiche inerenti l'ordine pubblico che si sono venute a creare". E vengono elencate "le linee di attività prioritarie per la redazione della relazione terapeutica necessaria alla concessione del beneficio e i parametri essenziali relativi al controllo sul territorio". Il programma terapeutico "verrà poi rivalutato in camera di consiglio, tenendo in considerazione la possibilità di convertirlo in una diversa modalità".
Tra le indicazioni il fatto che "va effettuata un'accurata e completa valutazione medica che ricerchi anche la presenza di sintomi respiratori (febbre, tosse, difficoltà respiratoria) riconducibili a patologie simil-influenzali. In caso di positività non si può accedere al programma". Per i detenuti "che assumono terapie farmacologiche di rilievo, e per l'utenza con patologie psichiatriche e/o in doppia diagnosi non è possibile predisporre il programma". I detenuti in affidamento "avranno un programma terapeutico che prevede colloqui telefonici, visite con una frequenza minore rispetto ai consueti programmi e verrà modulato in base alla gravità del caso e alla capienza dei servizi".
I colloqui di persona "saranno riservati a circostanze specifiche che li rendano indispensabili, secondo valutazione del Sert, titolare del caso".
Intanto, la Camere penale milanese spiega "che molti Sert interni alle carceri stanno predisponendo domande" di affidamento "per i detenuti" e che "analoghe linee-guida stanno per essere predisposte per le domande" al Tribunale di Sorveglianza e all'ufficio del gip.


 

 

Aggiornato il: 24/06/2020