"Dolci evasioni" per Natale

Milano (italiaatavola.it), 1 dicembre 2019

In tavola per le feste i prodotti dei detenuti

Sono sempre più numerose le esperienze all'interno degli Istituti di pena, che mirano al reintegro dei detenuti.
A Milano un punto vendita solidale con le eccellenze provenienti da tutta Italia; dal panettone al cioccolato, dai taralli pugliesi alla passata di pomodoro, tanti prodotti sono biologici e artigianali. Il panettone Giotto sfornato dalla pasticceria "più ricercata" d'Italia oppure quello, pure lui rigorosamente artigianale, preparato nel laboratorio di "Dolci sogni liberi"; poi i cookies al cioccolato o i baci di dama al farro o all'avena e cacao della "Banda biscotti", gli ovetti, il torrone al cioccolato, i croccantini alla mandorla e la crema di nocciola di "Sprigioniamo i sapori"; ancora i taralli pugliesi "Campo dei miracoli" o il caffè "Hue Hue" o "Alte terre" e gli amaretti siciliani morbidi, i dolci alla pasta di mandorle, lo sciroppo di carrube "Dolci evasioni"; inoltre le confezioni di tisane alla camomilla o alla liquirizia e le conserve "Rigenera", dalla semplice passata di pomodoro, ai sughi per condire la pasta ai peperoni, alle melanzane o al soffritto, alla pasta fresca o secca gluten free di mais e riso o trafilata al bronzo, fino ai vini e alle grappe della cooperativa  agricola "Il Gabbiano", che in Valtellina si dedica anche al recupero dei detenuti.
Sono solo alcuni dei molti prodotti "Made in carcere" dedicati al Natale, che popolano gli scaffali del consorzio "VialedeiMille" di Milano, luogo di incontro delle cooperative sociali e delle imprese che lavorano negli Istituti di pena italiani.
Si tratta di un negozio in cui si può trovare tutto quanto viene realizzato da detenuti e detenute nell'ambito di progetti di recupero che puntano ad abbattere la recidiva offrendo l'opportunità di imparare una professione anche per il dopo, e cioè quando, a pena espiata, si ritorna liberi.
In Italia i detenuti sono oltre 60mila; di questi circa duemila quelli che lavorano in cooperative e aziende esterne e interne, anche nel settore food. Ecco, quindi, che dietro il punto vendita milanese c'è un'iniziativa sociale che riguarda l'Italia intera: promuovere l'economia carceraria con l'obiettivo di aumentare la percentuale di coloro che lavorano dietro le sbarre dando così maggior respiro non a una speculazione finanziaria ma a un business virtuoso, pulito e solidale, nella convinzione che chi ha imparato un lavoro e lavora ha meno probabilità, una volta uscito di prigione, di ritornare a delinquere.
Così il consorzio, tra le altre cose, riserva ampio spazio al mondo del food, prodotti bio e artigianali, realizzati da uomini e donne detenuti o in semi libertà; prodotti che in questo periodo possono essere una buona idea per i cesti natalizi disponibili già confezionati e in diverse taglie o che si possono comporre a piacere con una selezione delle eccellenze gastronomiche realizzate all'interno di alcune carceri italiane.
Infine, tra i molti prodotti esposti negli scaffali, vanno citate le birre "Malnatt" prodotte nella Casa circondariale San Vittore e nella Casa di reclusione di Opera e di Bollate.