Daniel, da bullo del Beccaria a laureato

Milano, Avvenire, 19 febbraio 2020

Daniel vuole fare l'educatore e alla laurea era presente il pm che lo aveva condannato

C'era una volta un ragazzo cattivo, che si chiamava Daniel, pensava di non dover studiare o lavorare per poter vivere e che contasse solo esser ricchi.
Daniel - aveva sì e no 15 anni - quando cominciò a minacciare e a picchiare i suoi coetanei, a rubare le borsette per strada e la merce nei negozi, finché divenne uno dei bulli più temuti del suo quartiere, alla periferia di Milano.
Violento e spietato, nemmeno quando fu arrestato, Daniel capì che doveva cambiare: anzi, continuava a comportarsi male e a prendere punizioni. Finché per la prima volta nella sua vita incontrò qualcuno - don Claudio, il cappellano del carcere minorile Beccaria - che non lo guardò come un ragazzo cattivo: "Sei migliore di così", disse don Claudio e si prese Daniel nella sua comunità di recupero: era il 2015.
Già dopo un anno il ragazzo cattivo non esisteva più: Daniel capì che aveva sbagliato e che la vita doveva avere tutto un altro senso; cominciò a studiare, dall'Inferno di Dante Alighieri, un librone che gli aveva messo in mano un'anziana professoressa in carcere, che come don Claudio aveva visto qualcosa in lui. E con quelle storie di cattiveria e di dolore, con la poesia, con le regole di condivisione della vita in comunità e il sostegno della sua famiglia, Daniel ricominciò a camminare.
Giovedì scorso (13 febbraio 2020 ndr) qualcuno fra i suoi vecchi amici ha fatto persino fatica a riconoscerlo, tanto luminosi erano i suoi occhi: s'è laureato brillantemente all'Università Cattolica di Milano in Scienze della formazione. Vuole fare l'educatore - da bullo che era - per spiegare ai ragazzi come si diventa grandi nonostante gli sbagli o forse anche grazie a quelli. Ad assistere alla sua tesi di laurea, oltre a don Claudio e alla professoressa dell'Inferno di Dante, c'era anche il giudice del Tribunale per i minorenni di Milano che l'ha fatto condannare tante volte, fino a costringerlo al carcere.
"È una grande vittoria di tutti noi, questa - ha detto stringendolo tra le braccia come una seconda mamma - la pm, insieme a Daniel, gira le scuole e incontra gli studenti raccontando che si può non cedere alla tentazione del lato oscuro della forza, lui è riuscito a trovare dentro di sé la forza del cavaliere Jedi e in questo è un esempio per i ragazzi".
Il primo a essergli stato affidato si chiama Bragan - ha 17 anni - era un ragazzo cattivo, finché Daniel non l'ha guardato come don Claudio ha fatto con lui.

Aggiornato il: 07/04/2020