Coronavirus: coro di no al decreto carceri

Roma, Ansa, 18 marzo 2020

Fuori solo duemila detenuti

Il decreto legge del governo sulle carceri va cambiato.
Per ragioni opposte lo chiedono sia la Lega che lo vede come un indulto mascherato, sia tutto il fronte più impegnato sulle carceri (Radicali, Camere penali e Antigone) che giudica le misure "inefficaci" e rischiose perché non riusciranno a frenare i contagi tra i detenuti.
Insoddisfazione anche tra le organizzazioni della Polizia penitenziaria perché  "farà uscire solo duemila detenuti, non risolvendo l'emergenza", accusa il sindacato Spp.
Il Garante nazionale dei detenuti, Mauro Palma continua a difendere le misure ma chiede che sia data "ampia possibilità" di accedervi a tutti quelli che ne hanno i requisiti".
In prima fila nella mobilitazione affinché il decreto sia modificato ci sono i penalisti, che parlano di "scelte irresponsabili e ciniche" da parte della maggioranza, visto che le detenzioni domiciliari per chi deve scontare meno di 18 mesi di pena residua sono "condizionate a braccialetti elettronici che non esistono e che nessuno vuole acquistare".
Le misure previste "sono insufficienti per rispondere alle esigenze di estrema gravità e urgenza che la situazione richiederebbe" accusa a sua volta Antigone, che per garantire salute ai detenuti e al personale della Polizia penitenziaria chiede "di liberare le carceri di almeno altre diecimila persone", avvertendo che altrimenti le carceri diventeranno "una bomba sanitaria".
I Radicali definiscono il decreto Bonafede "non solo inefficace ma pericoloso: da una parte si impone ai cittadini di rispettare alcune regole sanitarie, in carcere li si costringe a violarle".
Sul fronte opposto la Lega: "E' inaccettabile lo svuota- carceri", tuona il leader Matteo Salvini che chiede di cambiare nel suo insieme il decreto 'Cura Italia'.
Difende il provvedimento la presidente pentastellata della commissione Giustizia alla Camera, Francesca Businarolo che accusa gli ex alleati di "cinismo intollerabile" visto che diffondono "notizie false sull'uscita dal carcere di spacciatori, rapinatori e truffatori".
Di fronte alla situazione gravissima delle carceri "le norme del decreto 'cura Italia' sono un primo passo, ma certamente insufficiente", riconosce Franco Mirabelli vice presidente dei senatori del Pd, la Lega sbaglia "se non vogliamo trovarci a gestire una tragedia sanitaria e di ordine pubblico nelle carceri dobbiamo diminuire il numero di detenuti".
Intanto sono saliti a 120 gli Istituti penitenziari dove è stata installata una tenso-struttura per le attività di Triage a beneficio dei detenuti e del personale.
Finora sono dieci i detenuti positivi al Coronavirus: a Milano un detenuto, affetto da una grave patologia, è stato scarcerato e posto ai domiciliari per i "rischi connessi all'emergenza sanitaria" del Coronavirus che possono aggravare la sua malattia.
Nelle carceri il clima resta teso; Il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale fa sapere che con le procure e con visite negli istituti sta verificando la veridicità di "casi di ritorsione" nei confronti dei detenuti che hanno partecipato alle proteste nei giorni scorsi.

Aggiornato il: 07/04/2020