Carcerati liberi dall'epatite C

Milano (Il Giorno - Giulia Bonezzi), 26 luglio 2019

Progetto dell'Ast tra i detenuti di Opera, San Vittore e Beccaria

Si può liberare dall'epatite C un carcere come Opera, il più grande d'Italia, dove più del 90 per cento dei detenuti sconta condanne definitive.
L'ha dimostrato l'Asst santi Paolo e Carlo, che gestisce la sanità carceraria milanese, con uno studio divulgato in vista del World Hepatitis Day. Un progetto di micro-eradicazione dell'Hcv condotto da diverse strutture dell'Asst in collaborazione col Dap e con la magistratura di sorveglianza, che ha centrato (in una popolazione come quella carceraria, dove sono diffuse storie di droga ed emarginazione che aumentano le probabilità di contagio) obiettivi fissati dall'Oms al 2030: a fine 2018 lo screening arrivava all'86,8 per cento a San Vittore e al 90,6 per cento a Opera, dove il virus era eradicato al 99 per cento, trasformandolo nel primo carcere Hcv Free in Italia.
Il nostro è un Paese ad alta prevalenza di epatite C e i nuovi farmaci che hanno cambiato la storia di questa malattia (rendendola guaribile con una pillola per alcuni mesi e zero effetti collaterali) sono offerti gratis a tutti i malati dall'aprile 2017. Ma la terapia è costosa e non è un vaccino: per debellare il virus occorre che le persone si curino (molti italiani non sanno di essere positivi) e che non tornino a infettarsi.
Lo studio-progetto ha riguardato 2.369 detenuti in tre prigioni milanesi - ma al minorile Beccaria s'è registrato un caso solo dal 2017. Dei 2.095 testati il 9,2 per cento era positivo: 194 detenuti, di cui 114 a Opera e 80 a San Vittore.
I due Istituti di pena più popolosi d'Italia sono molto diversi: il secondo è una Casa circondariale ad altissimo turn-over (due/trecento arrivi al mese e permanenza media di 99 giorni) e questo si è riflesso nell'approccio e nei risultati. A San Vittore lo screening era proposto ai nuovi arrivati con altri esami (mentre a Opera si organizzavano colloqui per convincerei pazienti rifiutati) e a dicembre 2018 si contava ancora un 15 per cento di positivi contro lo 0,9 per cento di Opera.
Secondo lo studio, il successo della micro-eradicazione è legato all'alta copertura di screening, all'avvio in tempi brevi delle cure e a una gestione dei pazienti in collaborazione con il sistema giudiziario e con i Serd per seguirli fuori dal carcere. "Un progetto di riabilitazione sanitaria - lo definisce il dg dell'Asst dei santi Paolo e Carlo, Matteo Stocco - che comporta anche un notevole risparmio economico per il sistema sociosanitario".

Aggiornato il: 07/04/2020