Bollate, rissa tra detenuti in cella

Milano, Corriere della Sera, 2 settembre 2019

Sindacato: "Controlli più difficili con la vigilanza dinamica"

Pare che non sia raro che i detenuti si ubriachino in cella, in alcuni penitenziari. È uno dei tanti problemi che emergono, spiegano i sindacati di Polizia penitenziaria, con la sorveglianza che si è allentata. E che due giorni fa a Bollate ha portato alla rissa tra quattro detenuti romeni e al ferimento di altrettanti agenti.
Capita che all'interno del carcere arrivino di nascosto sostanze stupefacenti, ma in questo caso si è trattato di 'alcol fai-da-te'. I romeni, come succede abbastanza spesso, hanno fatto macerare la frutta in cella e hanno ricavato la grappa. La quale li ha mandati su di giri e li ha portati a picchiarsi. Naturalmente l'assunzione di alcolici è contro ogni regola, ma i detenuti sono riusciti a distillare la bevanda sottobanco.
Gli agenti sono intervenuti per sedare la rissa e a quel punto i detenuti si sono scagliati contro di loro. Dopo i disordini due dei carcerati sono finiti in isolamento e altri due sono tornati alla loro sezione. I più violenti sono in attesa di trasferimento. I quattro agenti feriti sono stati portati all'ospedale Sacco e sono rimasti in osservazione per alcune ore. Hanno riportato contusioni e lesioni, uno è stato colpito da un pugno al setto nasale, hanno avuto prognosi fra i tre e i dieci giorni.
Il fatto, avvenuto sabato alle 14.45 nella Sezione del settimo reparto, è stato denunciato da Matteo Savino, delegato nazionale per la Lombardia del Sappe (Sindacato autonomo di Polizia penitenziaria): "Questi episodi spiega Savino si verificano con maggiore frequenza anche perché con la vigilanza dinamica i controlli e la presenza stabile degli agenti nelle sezioni sono diminuiti, è diventato più difficile gestire rivolte e disordini".
Aggiunge il segretario generale, Donato Capece: "La situazione si è notevolmente aggravata rispetto agli anni precedenti, i numeri riferiti agli eventi critici avvenuti tra le sbarre nel primo semestre del 2019 sono inquietanti: 5.205 atti di autolesionismo, 683 tentati suicidi, 4.389 colluttazioni, 569 ferimenti, 2 tentati omicidi, 49 i decessi per cause naturali e 22 suicidi; 5 le evasioni da istituto, 23 da permessi premio, 6 da lavoro all'esterno, 10 da semi-libertà e 18 da licenze concesse a internati; la cosa grave è che questi numeri si sono concretizzati proprio quando sempre più carceri hanno introdotto la 'vigilanza dinamica e il regime penitenziario aperto', ossia con i detenuti più ore al giorno liberi di girare per le sezioni detentive con controlli sporadici e occasionali della Polizia penitenziaria".