Basket a San Vittore

Milano (Corriere della Sera - Giangiacomo Schiavi), 24 luglio 2019

Due canestri di speranza nella Casa circondariale

Due canestri sono una goccia nel mare per San Vittore, ma se ai nuovi canestri si aggiunge un impegno per i giovani detenuti under 25, una serie di incontri con i campioni dello sport, la disponibilità di due bandiere del basket come Meneghin e Marzorati per qualche tiro libero in carcere, allora vuol dire che la generosità di Milano incrocia anche il sentimento di chi vuole ridare fiducia e speranza a chi l'ha persa.
Accade questo dopo una lettera alla Cronaca di Milano del Corriere della Sera, con l'appello a sostituire i canestri ormai inservibili per il campetto di basket. A un piccolo gesto se ne aggiungono tanti altri, quasi per dire che in questa città ma anche nel Paese c'è attenzione e non indifferenza nei confronti dei bisogni e delle persone che cercano di rialzarsi dono una caduta.
Si è messo subito in moto il Comitato, nato in memoria di Cesare Cadeo: il fratello Maurizio, ex assessore comunale e Paolo Taveggia, neo presidente dell'Idroscalo, hanno trovato sponsor e attrezzature. Canestri e campo per San Vittore saranno forniti dalla ristorazione Fabbri; maglie e palloni saranno portati direttamente da Dino Meneghin.
Nel primo incontro a San Vittore con il direttore Giacinto Siciliano e il direttore regionale Pietro Buffa si è parlato di sport in carcere e della validità di rafforzare lo spirito sportivo, raccontando esperienze e cogliendo dai carcerati quelle insolite intuizioni che spesso nascono con la privazione di tempo e spazio.
Un'idea che Cesare Cadeo, nella sua stagione da assessore provinciale allo Sport, aveva adottato con l'allora direttore Luigi Pagano, realizzando la prima palestra in carcere.
Ma la catena solidale non si è fermata qui: tante email hanno segnalato la disponibilità di persone e associazioni. I giocatori di Maxi basket Milano over 55 hanno offerto una sottoscrizione; Pierluigi Marzorati, icona della pallacanestro Cantù, si è detto pronto al primo tiro libero; il cappellano dell'Aviazione civile, don Fabrizio Martello, ha mobilitato gli staff di Linate e Malpensa.
Basta poco, a volte, per creare momenti di solidarietà. Due canestri per San Vittore sono una piccola cosa, ma hanno spinto gruppi di persone a muoversi e ad agire concretamente. C'è sempre qualcosa da fare per gli altri e, quando si vuole, si può fare.
 

Aggiornato il: 07/04/2020