Ai detenuti più telefonate a casa

Milano (Corriere della Sera - Paolo Foschini), 12 febbraio 2020

Da San Vittore al Senato: un disegno di legge per questa necessità

Una telefonata non accorcia la pena ma può migliorare almeno un po' la vita specie se una legge allungasse almeno un po' la telefonata.
Con questo pensiero se n'erano tornati a casa prima di Natale, dopo una mattina di incontro con un gruppo di detenuti di San Vittore, tre parlamentari di maggioranza e opposizione. E così adesso, mentre il resto della politica è tutto preso a parlare di prescrizione sì o no, cioè di chi in prigione non si sa ancora se andrà o meno, loro hanno deciso di occuparsi di quei circa 60mila, tra uomini e donne, che in prigione nel frattempo già ci stanno, e hanno presentato al Senato un disegno di legge per cambiare di una riga l'art. 39 dell'Ordinamento penitenziario, che finora consente ai detenuti una telefonata di dieci minuti alla settimana: la proposta è di autorizzarne una al giorno e per la durata di venti minuti.
Naturalmente a chi non abbia mai varcato i cancelli di un carcere potrebbe sembrare per usare un termine in voga 'roba buonista' da condir via con un 'che pretendono questi'. Ma si vede che quel mattino trascorso al terzo Raggio del carcere milanese, nel reparto specializzato 'La Nave' in cui una èquipe della Asst santi Paolo e Carlo, guidata da Graziella Bertelli, cura i detenuti con problemi di dipendenza, un segno lo ha lasciato. C'erano i senatori Franco Mirabelli del Pd e Alessandra Riccardi del M5s, insieme con il deputato della Lega, Igor lezzi.
"Per due ore - dice Mirabelli - abbiamo ascoltato il racconto di quante situazioni assurde nascono dalla regola di quella sola telefonata alla settimana, peraltro giustamente limitata a pochi numeri autorizzati".
Figli, genitori, coniugi, famiglie che di fatto pagano una pena supplementare rispetto alla singola persona condannata. Alla fine la richiesta l'hanno fatta i detenuti stessi.
"Pensiamo che con questi limiti non vi sia motivo - spiega il senatore - per non dar loro la possibilità di avere più contatti con le famiglie, sentire i genitori, salutare i figli".
Di qui il disegno di Legge presentato in Senato, con le firme, oltre che di Mirabelli e Riccardi, dell'ex presidente dei senatori Pietro Grasso di Liberi e uguali e Giuseppe Cucca di Italia viva: "Ma se ne aggiungeranno altre - sottolinea Mirabelli - per una proposta di umanità che viene comunque dai ragazzi della Nave, e che faremo di tutto per mandare in porto".

Aggiornato il: 07/04/2020